Interviste
BATTLE SYMPHONY – Realizzare i sogni e dare voce alla storia esprimendo se stessi
Abbiamo di recente incontrato Nikos Tzouannis, la mente dei Battle Symphony, l’eccellente band greca, che ha appena pubblicato su Underground Symphony il suo terzo full lenght, il capolavoro Digenes Akritas. Ne è venuta fuori una bella chiaccherata su vari temi.
Nikos, come nascono i Battle Symphony?
Era un sogno che coltivavo da tempo e che ha richiesto molti anni per realizzarsi. Ero stato lontano dalla musica per almeno due decenni e, durante la pandemia, il mio interesse si è riacceso: ho ricominciato a scrivere musica. A poco a poco, l’idea di creare un album ha iniziato a prendere forma, ho trovato le persone giuste e tutto è andato a posto. È successo tutto piuttosto all’improvviso, considerando che la mia band precedente aveva vent’anni di attività sulle spalle. Alla fine, non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni!
Nella vostra proposta artistica si fondono più elementi: power, epici e sinfonici. Che cos’è la musica per te e per voi?
La musica significa tutto per tutti noi. È una forma di espressione, un modo per creare, guarire e trovare compagnia. È qualcosa di unico: un’amica per la vita.
In Kassia si possono ravvisare molte istanze progressive e un grande lavoro corale…
Kassia è un canto molto speciale. È la composizione più lunga che abbia mai scritto e ho sentito la grande responsabilità di avvicinarmi alla figura del più grande innografo bizantino con rispetto. Il canto include elementi di musica bizantina e può essere considerato progressive in senso lato. I cori sono stati essenziali per catturare l’atmosfera di quell’epoca e, in alcune parti, abbiamo persino incorporato inni autentici scritti da Kassia, che abbiamo musicato come Sinfonia di Battaglia.
Digenes Akritas è un lavoro ricchissimo di sfaccettature e sul piano lirico e tematico vi sono moltissimi riferimenti storico-religiosi, trattati con grande competenza…
Grazie per le tue gentili parole. L’album trae ancora una volta ispirazione dalla storia bizantina: è da lì che nasce il concept. L’Impero bizantino mi ha sempre affascinato e commosso; è un tesoro infinito di storie, temi e personaggi straordinari.
Quando si pensa alla scena musicale greca vengono in mente storiche band anni Settanta, tra cui gli Aphrodite’s Child di Vangelis e di Demois Roussos, i Socrates, gli Akritas, gli Axis, i Four Levels of Existence, i Pythagoras, gli Apocalypsis… Oggi, cosa riserva la scena ellenica?
Si torna indietro nel tempo! La scena musicale greca, soprattutto quella metal, è, a mio parere, una delle più in voga in Europa, in questo momento. Mi ricorda molto i primi anni ’90 in Italia, quando la scena metal esplose lì. Ci sono band davvero straordinarie, progetti di successo ed album incredibili in uscita, inoltre nuovi musicisti di talento emergono costantemente con qualcosa di significativo da offrire al mondo del metal.
Cosa hai ascoltato ultimamente, nel panorama metal internazionale e non solo?
A dire il vero, ultimamente non ci sono state molte nuove uscite che mi abbiano davvero colpito, a parte l’ultimo album degli Innerwish. Mi sono anche innamorato di recente dei Noor, ma torno sempre ai miei classici senza tempo: Manowar, Warlord, Wardrum, Queensrÿche, Heir Apparent, Arrayan Path e molti altri.
Quali sono i progetti futuri dei Battle Symphony?
Spero davvero che riusciremo a trovare una cantante fissa, così potrò finalmente liberarmi di quelle voci artificiali, che non ho mai voluto nei nostri album. Una volta trovata la voce giusta, continueremo a scrivere e a registrare musica il più a lungo possibile!



