Power Metal
BURNING SUN: “Power To Survive” e la fiamma del vero Power Metal
Dall’Ungheria arriva una delle realtà più interessanti della nuova generazione del Power Metal europeo. Nati nel 2022 dall’iniziativa del bassista Zoltán Papi, i Burning Sun hanno costruito in pochi anni un percorso fortemente legato alla tradizione degli anni ’90, guardando a nomi come Helloween, Gamma Ray, Edguy e HammerFall senza rinunciare a sviluppare una propria identità. Dopo Wake of Ashes e il concept album Retribution, il gruppo inaugura una nuova fase con Power To Survive, terzo lavoro in studio pubblicato da Pride & Joy Music e caratterizzato dall’ingresso del cantante e chitarrista Nicolas Peter e del batterista Edmond Kulcsár, mentre Pancho Ireland assume un ruolo più concentrato sulle sei corde. Un disco che parla di resilienza, forza interiore e capacità di superare le difficoltà, attraverso melodie trascinanti, riff potenti e quell’energia positiva che rappresenta uno degli elementi più autentici del Power Metal. Abbiamo incontrato Zoltan per parlare del nuovo album, dei cambiamenti nella formazione, delle loro influenze e della strada che intendono percorrere.
1. Prima di tutto, benvenuti sulle pagine di Metalshock.it! È un piacere avere i Burning Sun con noi. Come state e come avete vissuto l’uscita di Power To Survive?
Grazie mille per averci ospitato, è un onore parlare con voi! Sono Zoltán Papi, il capobranco che si occupa di concept, testi e idee visive all’interno dell’universo dei Burning Sun. Ricopro anche il ruolo di bassista. Pensare che abbiamo pubblicato il nostro terzo album è incredibile. Siamo emozionati e anche un po’ nervosi, perché vorremmo raggiungere quante più persone possibile. Speriamo che ci facciano l’onore di ascoltare Power To Survive e magari che ne diventino persino dipendenti! (ride)
2. Power To Survive rappresenta un nuovo capitolo per i Burning Sun, soprattutto con l’arrivo di Nicolas Peter ed Edmond Kulcsár. Quanto hanno influito questi cambi di formazione sul processo di scrittura e sul sound complessivo del nuovo album?
L’arrivo di Nico ha avuto un impatto enorme sui Burning Sun, perché quando è entrato nella band, in pratica ha portato con sé un album intero. Io e Nico ci conosciamo dalla fine del 2017, credo, e nel 2020 avevamo iniziato insieme un progetto che alla fine non si è mai concretizzato. All’inizio del 2024, però, mi ha contattato dicendomi che aveva riregistrato i nostri brani e ne aveva aggiunti alcuni che non sarebbero stati utilizzati dalla sua altra band, gli Invictus. Sono rimasto completamente sbalordito. Non solo dalle nostre vecchie canzoni, ma dall’intero album. L’ho convinto a entrare nei Burning Sun per rendere finalmente realtà il disco che avevamo programmato da tempo. Aveva già cantato i cori su Retribution e ricordo che gli era piaciuto molto il primo album, quindi questo progetto non gli era affatto estraneo.
L’idea iniziale era che il nostro precedente cantante e autentico genio della chitarra, Pancho Ireland, cantasse nell’album. Poiché era molto impegnato con la sua band principale, i Merciless Law, con cui stava lavorando a qualcosa di straordinario, abbiamo deciso che sarebbe stato meglio avere un cantante dedicato, così da non mettergli troppi impegni sulle spalle. Pancho è una parte importantissima dei Burning Sun ed è qui per restare, ma il suo ruolo sarà concentrato sulle chitarre soliste.
Anche se il nostro batterista Edmond “Edi” Kulcsár non ha portato idee musicali sul tavolo, in futuro potrebbe assolutamente farlo, perché è lui stesso un compositore straordinario. Il suo cognome, “Kulcsár”, è un antico nome professionale che significa “custode delle chiavi”, quindi direi che abbiamo trovato l’abbinamento perfetto! (ride)
3. Il titolo Power To Survive trasmette un messaggio molto forte: la capacità di resistere e andare avanti nei momenti difficili. Qual è il significato più profondo che volevate comunicare attraverso questo album?
Nei Burning Sun, di solito il concept viene prima e poi componiamo la musica intorno a un determinato tema, dopodiché scrivo i testi. Con Power To Survive, però, è avvenuto il contrario, perché avevamo già quasi tutto l’album scritto. Era qualcosa di positivo, epico e melodico e, sinceramente, la sensazione era incredibile.
Con Retribution avevamo realizzato un concept fantasy più oscuro e ricco di riff, mentre con Power To Survive volevamo proporre l’esatto opposto. Sono sicuro che tutti voi abbiate attraversato periodi di depressione o momenti difficili nella vita. È successo anche a me e, in quelle situazioni, la mia band preferita di sempre, gli Helloween, è stata una forza che mi ha aiutato a resistere e, francamente, spesso anche semplicemente a sopravvivere.
Questa volta volevo offrire agli ascoltatori un’esperienza simile, qualcosa capace di riempirli di gioia e aiutarli ad affrontare qualsiasi inferno stiano combattendo. Tre brani, Quest Divine, Light of the World e Come Home, formano in realtà una piccola storia all’interno dell’album e parlano dello stesso argomento.
4. La vostra musica affonda le radici nella grande tradizione del Power Metal europeo degli anni ’90, con band come Helloween, Gamma Ray ed Edguy tra le vostre principali influenze. Cosa rappresenta per voi quell’epoca e perché pensate che il suo spirito sia ancora attuale?
È difficile dire che sia ancora attuale, perché oggi non vediamo molte band power metal che rappresentino quella particolare parte del genere. Certo, ce ne sono alcune che suonano nello stile dei primi anni Duemila, e questo è positivo, ma abbiamo anche una quantità enorme di band costruite intorno a trovate e gimmick che sono valide quanto la euro-disco. Personalmente, mi manca lo stile degli anni ’90.
Pensateci: è stato il decennio di The Time of the Oath, Better Than Raw, Land of the Free, Somewhere Out in Space, Vain Glory Opera, Theater of Salvation, Iron Savior, Pile of Skulls, Black Hand Inn, Tunes of War, Excalibur, Glory to the Brave, Legacy of Kings e la lista potrebbe continuare all’infinito.
Se sapete a quali band appartengono questi album, sapete esattamente di cosa sto parlando. Quello era il periodo d’oro del Power Metal e le band tedesche erano al vertice del mondo. Purtroppo lo stile degli anni ’90 oggi non è popolare, ma è questa la musica che amiamo.
5. Le vostre precedenti pubblicazioni presentavano una forte componente narrativa, soprattutto attraverso il personaggio di Emaly e l’atmosfera fantasy che circonda la band. Con Power To Survive vi siete concentrati maggiormente su temi legati alla vita reale, alla resilienza e al superamento delle difficoltà. Come si è evoluto il vostro modo di raccontare storie attraverso la musica?
Credo che rivestire alcuni eventi o emozioni della vita reale con una dimensione fantasy sia un ottimo modo per raccontare storie nel Power Metal. Per fare qualche esempio: Quest Divine parla essenzialmente della lotta contro una dipendenza e della necessità di continuare a combattere; Tale of Brothers racconta la speranza di riuscire a riallacciare i rapporti con un fratello da cui ci si è allontanati; Over and Beyond è una canzone d’amore sul superare insieme le difficoltà della vita.
Poi ci sono storie di resistenza e sopravvivenza, come Spirit Alive, dedicata ai meravigliosamente affascinanti Neanderthal. Volevo mostrare che erano persone, proprio come noi, e non esseri primitivi secondo il vecchio stereotipo. Oppure We Rise Again, che parla di un gruppo di viaggiatori nel tempo che torna indietro nel passato per impedire gli orrori e la distruzione inflitti alla propria nazione.
Credo che ogni album debba avere una propria identità, quasi come se fosse un progetto indipendente, ed è per questo che trovo un po’ difficile rispondere alla parte narrativa della domanda. Con Retribution volevo creare qualcosa che sembrasse un film e continuo ad apprezzarlo molto, anche se oggi riesco a vederne alcuni difetti. Dovremo tornare sull’argomento la prossima volta che realizzeremo un vero concept album narrativo!
6. Il nuovo album presenta due importanti ospiti: Herbie Langhans in Emaly’s Hymn e Alexandra Lioness in Over And Beyond. Come sono nate queste collaborazioni e cosa ha portato ciascun ospite ai rispettivi brani?
Oh, Herbie Langhans! Ho un enorme rispetto per lui fin da quando rimasi folgorato dalla sua voce ascoltandolo su Dust to Dust dei Sinbreed. Da allora lo seguo sempre e, quando il nostro cantante Nico ha visto che Herbie era disponibile dopo essere uscito dai Firewind, non ho esitato a chiedergli se volesse fare qualcosa per noi.
La versione originale, con la sola voce di Nico, era già fantastica e non aveva bisogno di un cantante ospite. Ma siamo grandi fan della voce di Herbie e averlo nel nostro album è un vero onore. La sua parte nel brano è il mio piccolo momento da fan sfegatato! (ride)
Per quanto riguarda Over and Beyond, fin dall’inizio era chiaro che avessimo bisogno di una voce femminile, perché in sostanza è una canzone sul matrimonio. Credo di conoscere Alexandra dal 2016; non è soltanto una chitarrista straordinaria, ma anche una persona fantastica. Stavo cercando delle cantanti quando Nico mi ha detto l’ovvio: Alexandra sarebbe stata perfetta. E infatti lo è stata!
7. Power To Survive pone grande enfasi sulle melodie, sui ritornelli memorabili e sulle armonizzazioni chitarristiche. Quanto è difficile trovare il giusto equilibrio tra accessibilità e qualità compositiva quando si scrive Power Metal?
Io non sono il compositore dei Burning Sun – anche se ogni tanto ho qualche idea –, quindi non posso rispondere davvero a questa domanda. Posso però dire che, con Pancho, che è un chitarrista incredibile, e Nico, che è un autore di melodie estremamente orecchiabili, non vediamo l’ora di mostrarvi il meglio di entrambi nei brani futuri.
8. Il nome della band deriva da una canzone degli Helloween. Se dovessi scegliere un album o una canzone nella storia del Power Metal che ha esercitato la maggiore influenza sui Burning Sun, quale sarebbe e perché?
È difficile dirlo, perché probabilmente Pancho e Nico darebbero risposte molto diverse. Forse non rivelerò alcun segreto dicendo che, nel complesso, la maggiore influenza sono stati gli Helloween.
Per quanto mi riguarda personalmente, la più grande influenza è rappresentata dalla terza parte di Keeper of the Seven Keys degli Helloween. Amo tutta la loro discografia, ma quello è il mio album preferito in assoluto. Non credo, però, che abbia influenzato musicalmente i Burning Sun; ha avuto piuttosto un enorme impatto sulla mia personalità.
9. Power To Survive arriva con una formazione rinnovata e rappresenta un momento importante nella storia della band. Quali sono i vostri programmi e le vostre ambizioni per i Burning Sun da questo momento in poi? Possiamo aspettarci concerti, nuovi progetti o magari un’ulteriore evoluzione del vostro sound?
È interessante vedere come improvvisamente tutti vogliano vederci sul palco! (ride) No, al momento non sono previsti concerti dal vivo, anche se ogni tanto ne parliamo. Vedete, realizzare un album e salire su un palco per 45 minuti, eseguendo una scaletta completa, sono due cose completamente diverse e io sono ancora molto lontano dall’essere pronto per esibirmi. Forse un giorno, chissà? Di certo abbiamo alcune idee, ma per ora le possibilità sono davvero molto scarse.
Power To Survive è un album molto importante per noi. Nico ha investito moltissimo tempo e impegno per portarlo al livello che ha raggiunto, ma io sto già guardando verso nuove idee. La creatività è parte dell’essenza della mia vita e quindi spero di creare qualcosa di nuovo, rimanendo comunque all’interno del mondo del Power Metal che amiamo.
10. Siamo arrivati alla fine della nostra intervista. Lasciamo a voi l’ultima parola: sentitevi liberi di salutare i lettori di Metalshock.it, ringraziare chi sostiene i Burning Sun e condividere qualsiasi altra cosa vogliate raccontare al nostro pubblico.
Purtroppo oggi molte persone non leggono davvero più, ma spero che chi è arrivato fin qui abbia apprezzato le mie risposte. Vi ringrazio per il vostro tempo e speriamo che possiate apprezzare Power To Survive, che è già disponibile su tutte le piattaforme streaming, oltre che in CD e cassetta.
Seguiteci sui social media, ma soprattutto godetevi la musica che ci unisce tutti.
Un saluto speciale agli Airborn di Torino e al loro leader Alessio Perardi, che ho l’onore di poter chiamare amico.





