Interviste
AOR HEAVEN – Intervista con Daniel Gazzoli
A un decennio esatto dall’esordio – Night Hunter, apparso nel 2016 – è appena uscito lo stupendo secondo album del Daniel Gazzoli Project, intitolato Stranger in My Own Town. Un’occasione a dir poco imperdibile per parlare con il leader del progetto di hard rock melodico e tante altre cose.
Daniel, sono trascorsi esattamente dieci anni dal primo capitolo del tuo progetto. Che cosa è cambiato per te, da allora, e cosa rappresenta questo nuovo lavoro dal tuo punto di vista umano e artistico?
Ciao a tutti! Prima di iniziare, Grazie per la disponibilità che mi stai dando Tu e metalshock.it. In questi dieci anni, fondamentalmente, non è cambiato molto, a livello musicale. Il lasso di tempo trascorso infatti non è dovuto a cambi stilistici o altri impegni musicali. Ci sono state altre questioni alla base della mia “assenza” dalla scena. Sicuramente, il cambiamento più grande sono state le persone di cui mi sono circondato per realizzare questo album, e ti posso garantire che questo ha fatto una grandissima differenza sotto l’aspetto sia artistico sia umano. Musicalmente, non mi sembra di essermi allontanato dalle sonorità del album precedente. Parlando delle tematiche invece, credo che stavolta siano un po’ più introspettive ed inoltre sento di avere conferito un po’ di “sana rabbia” in certi brani. Intesa come chiave di riflessione.
Il nuovo disco è un vero e proprio inno alla tradizizione dell’AOR e del melodic hard rock. I suoni sono meravigliosamente ed orgogliosamente anni Ottanta. Vuoi raccontarci come è nato questo tuo amore musicale e cosa significa per te? In generale, qual’è la tua formazione, sotto il profilo musicale e artistico?
Assolutamente sì! Credo che nell’Hard Rock melodico, nel Metal classico ed in certi tipi di AOR siano presenti degli elementi espressivi potentissimi. Le mie radici musicali vengono dal Metal classico. Mi ha sempre colpito la potenza, l’epicita e la magniloquenza di quel genere. Io credo che nell’Hard Rock e nell’ AOR tu possa ritrovare gli stessi elementi che si elevano alla potenza tramite le melodie e gli arrangiamenti. Anche se il sound si alleggerisce e gli strumenti suonano meno pesanti, rimane tutto potente ed avvincente. Nonostante ami la tecnica chitarrista non sono mai stato portato alle composizioni troppo complesse. Io credo che nella semplicità si possa esprimere tantissimo nella musica. Anzi penso che, spesso, sia più difficile comporre una brano “semplice” di un brano articolato!
Se tu dovessi consigliare ad un giovane ascoltatore dieci classici di AOR e hard melodico, quali titoli gli indicheresti?
Ovviamente ci sono album e band che non si possono ignorare. I mostri sacri come i Survivor di Vital Signs, o i Journey con Frontiers, i Foreigner e i Boston. Poi ci sono i Signal, i Dare, i Giuffria. Possiamo girare il mondo! Inoltre abbiamo un ventaglio di genere molto ampio! Ti potrei dire Night Ranger e gli Icon, come gli Honeymoon Suite. Una band che assolutamente considero “sovrana” del genere sono i Magnum. Poi ce ne sarebbero tante altre. Troppe!
In Stranger in My Own Town, specie nei brani della prima parte, ho personalmente colto aspetti anche pomp rock e prog, in particolare per l’eccellente lavoro delle tastiere…
Ti ringrazio! Le parti “guida” di tastiera ed alcuni arrangiamenti “portanti” li ho scritti o abbozzati io, ma tutto il merito, qui, va al tastierista Max Sabbadini, che ha svolto un lavoro davvero eccezionale! Max non si è solo limitato a registrare le sue parti, ma si è immedesimato completamente nel progetto, mettendomi a disposizione arrangiamenti alternativi e originali che poi sono stati scelti al servizio dei brani. Credo che sia stato davvero un valore aggiunto, per tutto il disco. In Black Heart ha avuto carta bianca perché quando si mette all’organo Hammond non ce n’è per nessuno! Anche i soli sono suoi ovviamente!
Che cosa ascolti maggiormente oggi e quale scenario intravedi per l’hard classico, l’AOR ed il melodic rock in questo terzo millennio?
I miei ascolti sono abbastanza variegati, anche perché sono speaker per una web radio, dove programmo Hard Rock e Metal, alternando spesso band del passato a band moderne. Nel mio piccolo, se posso dare supporto alle band che pubblicano nuovi dischi lo faccio volentieri. Poi mi collego alla domanda sul futuro del genere. Non è un segreto che oramai del mercato discografico siano rimaste solo le macerie. E proprio per questo motivo ci sono dei meccanismi che regolano alcuni aspetti della scena musicale che decisamente non sopporto, e che di sicuro non mi appartengono. Il discorso è lungo e non voglio entrare nei dettagli. Rimane il fatto che tante band continuano ed andare avanti e a fare dischi (me compreso) e credo che questo dia ancora più valore e nobiltà a questo genere.
Quali sono i progetti futuri tuoi e del tuo Project?
Adesso mi prenderò un po’ di meritato riposo, anche perché fare un disco solista non è esattamente una passeggiata [ride]! In futuro ovviamente mi piacerebbe fare un altro disco. Non sono quando e non sono come ma ci proverò! Un saluto!




