Interviste
BLACK STARS – Ritorno al suono americano anni Ottanta
I Black Stars hanno appena pubblicato per la Undeground Symphony il loro disco d’esordio, un davvero avvincente concentrato di hard rock melodico d’altri tempi. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Conti della band, realizzando l’intervista che segue.
Siete al debutto… qual è la vostra storia? Da quali esperienze musicali provenite?
Ciao Davide, allora… la nostra storia inizia dopo che per la seconda volta in ventisette anni ho lasciato la mia ex band, i Love Machine, dove sono stato un attivo compositore all’interno del team; ho deciso di ripartire da zero, alla ricerca di quello che musicalmente e anche a livello di amicizia si era, mio malgrado, logorato e perso per stupide gelosie e protagonismi, ma sopratutto l’integrità della proposta musicale della mia ex band, che comunque ha detto la sua nel panorama italico ed europeo, con albu, con tantissime date e supportaggi a grossi nomi internazionali: Saxon, Wasp, Gotthard e Angel Witch. La prima line up dei Blackstars (e parliamo di tre anni fa) comprendeva altri componenti, che a parole volevano conquistare il mondo mentre nei fatti non era così e durante il famigerato lockdown ho mandato tutti a casa definitivamente, e sono ripartito appeno fu possibile più convinto che mai, trovando uno dietro l”altro dei veri guerrieri musicali e ottime persone… il vocalist talentoso Tony Pecere (ex Crimson Dawn e Betoken, per citarne un paio con cui ho avuto il piacere nei primi anni 2000 di registrare il secondo album dei Sigma), Alberto Wolfie Presotto (ex Opera Noire e Sakem , chitarrista nonché abile tastierista), Walter Soresina (ex Fucking Jam e Crossbones), nonché Folkert Beukers alla batteria (ex Adam Bomb e Chris Holmes Band, ex solista degli Wasp), infine una citazione doverosa a Sergio Masperi che è il batterista che appare nel nostro primo video, Dead Shots, il quale si è prestato prima dell’arrivo appunto di Folkert, che ringraziamo di cuore.
Il vostro suono rimanda alla più classica tradizione dell’hard & heavy melodico anni Ottanta, in particolare a quello che un tempo si chiamava hair metal…
Sì, esattamente il nostro sound in tutto e per tutto si riferisce a quell’epoca fantastica che abbiamo vissuto intensamente e con la quale siamo cresciuti. Abbiamo cercato anche nella produzione di mantenere una grossa connessione, come potete sentire.
Quali sono i vostri artisti e gruppi prefeiti, e quanto vi hanno trasmesso in termini di stimoli musicali?
Allora… come bands veniamo dai Kiss, Dokken, Van Halen, Scorpions, Black Sabbath, Ronnie James Dio, Ozzy, Ratt, Crue, Accept, Billy Idol, Bon Jovi, Saxon, per citarne un po come maestri di musica e fonte d’ispirazione.
Che cosa significa per voi questo primo disco? Quanto ci avete lavorato?
Significa un traguardo incredibile, realizzando un sogno che si avvera per un team fantastico come sono i Black Stars dopo due anni di tanto impegno, sacrifici, e lavoro duro, fatto con un’incrollabile terminazione e convinzione, credendo in Noi e solo in Noi stessi. Per me, una grandissima rivincita personale e di coerenza musicale anche del mio passato. La cosa splendida è che tutti noi volevamo questo risultato: ripeto, la forza del gruppo è la convinzione.
Dopo questo EP state già lavorando al prossimo album?
Sì, sì, assolutamente… abbiamo già altri brani molto avanzati, fra cui una classic ballad e parecchi riffs che avranno il giusto seguito discografico. Per ora ci concentriamo sull’uscita sulla promozione e sull’aspetto live. Questo primo EP sicuramente NON è perfetto o in linea con le attuali produzioni che, se mi permetti, suonano tutte uguali e finte grazie alla troppa tecnologia impiegata, mentre il nostro è vero ed autentico, fatto con gli stessi crismi degli anni Ottanta-Novanta: gli anni del tuono. Grazie a Voi tutti, Davide, è stato un piacere. Aiutate e supportate i Black Stars, ci vedremo presto live. We are the Power, we are Black Stars !!!!



