Interviste
SHADOW OF SOUL – Parole e note di un metal classico e moderno
All’indomani della pubblicazione del loro nuovo disco Metempsychosis, abbiamo avuto il piacere di incontrare gli Shadow of Soul, ottima band calabrese di metal moderno, realizzando così l’intervista che segue. Sono emersi spunti molto interessanti, specie per quanto riguarda il rapporto fra musica e parole, suono e testi.
La vostra musica è un metal assai vario. Qual’è la vostra storia e da quali ascolti provenite?
Ciao a tutti e innanzitutto grazie per lo spazio che ci state offrendo. Gli Shadow Of Soul nascono quasi trent’anni fa, quando sostanzialmente eravamo dei ragazzini amanti del metal e suonavamo prevalentemente cover. Al tempo, le nostre scelte musicali erano influenzate dai classici dell’epoca, tra l’altro avere una band in quegli anni rappresentava per noi un modo per socializzare e stare insieme, soprattutto. L’amore per l’heavy metal ha semplicemente funzionato da collante, considerando anche che in quegli anni e a queste latitudini era un po come ritrovarsi coi “propri simili” ed inoltre era un modo per poter condividere le nostre passioni ed il nostro modo d’essere. Parlando della proposta musicale dei SoS crediamo risultino abbastanza evidenti le influenze di tanti sottogeneri del Metal, che, dal nostro modesto punto di vista, consideriamo tutte estremamente valide. Del resto, essendo abbastanza “vissuti”, abbiamo avuto modo di interiorizzare, tramite gli ascolti, naturalmente ed inconsciamente, le varie sonorità.
Che cosè l’universo heavy per voi? Un genere, un linguaggio espressivo o altro ancora?
Beh, su questo, abbiamo certamente chiarissimo cos’è e cosa rappresenta l’heavy metal per noi. Se per gli “estranei” è semplicemente un genere musicale, per noi è sostanzialmente la colonna sonora della nostra vita. Rappresenta qualcosa che è oltre la musica, un modo d’essere. Tra l’altro, se considerassimo la nostra vita un libro, ogni capitolo sarebbe accompagnato da un brano, un disco, una band. Data questa premessa, va da sé che intendiamo il metal come la nostra chiave espressiva, il nostro modo di comunicare quello che evidentemente quotidianamente non riusciamo a fare e, volendo, potremmo considerarlo il nostro “parafulmini emotivo”, capace di canalizzare le nostre energie e stabilizzare il nostro mondo interiore.
Del vostro nuovo lavoro colpiscono molto anche i testi, profondi e interessanti. Ce ne volete parlare? Che cosa mirate a trasmettere sul piano lirico?
Beh, certamente! Abbiamo coscientemente corso il rischio di risultare pe(n)santi. Così come per la musica, anche i testi sono comunque il risultato di un confronto. Spesso è Carlo a suggerire a Francesco le tematiche da trattare nei testi, ma poi è completamente opera di Francesco lo sviluppo completo della metrica e delle linee vocali. I nostri testi vogliono sempre lasciare un messaggio positivo, nonostante le tinte cupe. Il nostro è un puro tentativo di coinvolgere l’ascoltatore ad elaborare una riflessione intima. Senza voler scomodare nessuno, crediamo un po’ in quello che la musica e l’arte sono dai tempi degli antichi Greci, ossia una vera e propria “tecnologia dell’anima”, un catalizzatore per l’autoanalisi e per la ricerca introspettiva… una “terapia”.
Quanto è importante nella vostra musica la componente emozionale?
Come asserivamo prima, questo aspetto è, per noi, molto importante. La musica ed il testo, nei nostri brani, sono strettamente correlati. Cerchiamo di dare sempre un senso al connubio “parole e note”, al fine di dare esattamente piu’ potenza al testo, e di contro proviamo, attraverso il testo, ad enfatizzare la musica. E’ un lavoro abbastanza impegnativo, ma ci piace lavorare in questo modo, almeno, fino ad oggi. Crediamo che, in questo modo, il nostro messaggio possa arrivare meglio all’ascoltatore, proprio attraverso la capacità della musica di dare “vita” alle parole, rendendole emotivamente valide e fruibili.
I vostri progetti futuri?
Per adesso siamo impegnati ovviamente nella promozione di Metempsychosis, grazie soprattutto al lavoro dell’agenzia/management Irukandji Booking live Promotion e della nostra etichetta, Glory Hunter Records, divisione della storica Label Underground Symphony Records, che ringraziamo per aver creduto nella nostra musica. Contiamo quanto prima di riportare sul palco la nostra musica, senza mettere da parte il songwriting, magari riuscendo a mettere in cantiere le nuove idee.




