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Steel Arctus: L’epicità del metallo senza tempo

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Gli Steel Arctus, una delle realtà più interessanti della scena epic/heavy metal greca, continuano a distinguersi grazie a un sound potente, fortemente melodico e intriso di atmosfere mitologiche. Con l’uscita del loro ultimo lavoro Dreamruler, la band ha consolidato una reputazione costruita su passione, tecnica e un immaginario narrativo che affonda le radici tra antichi eroi, battaglie e leggende.
Per celebrare questo importante momento della loro carriera, abbiamo avuto il piacere di incontrare Nash Gousis chitarrista fondatore e  compositore principale per una chiacchierata esclusiva. Tra ispirazioni, storie dietro le canzoni e visioni future, ecco l’intervista degli Steel Arctus per le pagine di Metalshock.it.

 

Ciao Steel Arctus, benvenuti sulle pagine di Metalshock.it! Come state e come vi avvicinate a questo nuovo capitolo della vostra carriera?

Un saluto a tutti i lettori del grande Metalshock.it.
Grazie per averci invitati qui e per il supporto riguardo la nostra nuova band. Siamo estremamente felici dell’uscita del nostro nuovo album, Dreamruler, tramite No Remorse Records, e finora abbiamo ricevuto ottimi feedback dai fan e dalla stampa.
Sembra davvero un nuovo inizio per far conoscere la nostra musica a più persone, e stiamo lavorando duramente per poter presto suonare dal vivo tutti questi brani. Adoriamo ogni momento di questo percorso.

Dreamruler è un album che trasmette un mondo ricco di atmosfere epiche e narrative. Qual è stato il concept principale dietro la sua creazione?

In questo album, il nostro eroe, Steel Arctus che entra nel regno dei sogni e degli incubi. Affronta il malvagio mago Dreamruler e tutte le forze oscure, rimanendo saldo in sé stesso e credendo in ciò che si cela dietro ogni menzogna, cercando di trovare la sua dama Arcadiana nella terra desolata.
Volevamo creare la giusta atmosfera per il nostro mondo immaginario e, musicalmente, mantenere un feeling metal classico, sia per far headbanging sia per trasportare l’ascoltatore in luoghi magici. Abbiamo brani veloci, ma anche tracce con strutture tipiche dell’heavy metal anni ’80 e con una certa nostalgia.

La scena epic/heavy metal greca è in continua crescita. In che modo il vostro background culturale e musicale influenza la vostra identità sonora?

Il nostro background culturale e musicale è una profonda fonte d’ispirazione che plasma il nostro sound. La storia greca è piena di battaglie, e siamo costantemente immersi nella mitologia ellenica. Fin da giovani siamo esposti all’Odissea e all’Iliade di Omero: queste storie sono ovunque, in libri pieni di immagini di guerrieri e racconti di eroismo.
Mescoliamo queste narrazioni epiche con altri mondi immaginari, come le creature mistiche presenti nelle opere di Tolkien e gli universi spaziali creati da scrittori come Clark Ashton Smith. Molti autori e fumettisti hanno influenzato il nostro stile. Questa fusione mi permette di creare il mondo di Steel Arctus, dove puoi ritrovarti a viaggiare molto lontano dalla realtà.

Quali sono stati gli elementi più impegnativi del processo di composizione e produzione dell’album?

Lavorare a questo album ha avuto diversi aspetti impegnativi, perché ogni volta che inizi le registrazioni dopo la post-produzione dei brani entrano in gioco molti fattori, dato che tutto coinvolge l’elemento umano.
Inizio ogni album con dei demo. Quando ho un brano pronto con chitarra e batteria base, comincio a lavorare alle tracce in studio con il nostro batterista, Minas Chatziminas. Una volta pronti i brani, registro prima la batteria per ogni pezzo, poi le chitarre. Strutter incide le linee di basso e poi mando il brano semi-pronto al nostro cantante, Tasos Lazaris. Quando abbiamo tutti gli elementi di base, io e Strutter lavoriamo agli arrangiamenti orchestrali e alle tastiere. Quando tutto è definito, arriva il momento di mix e master.
Tutto ciò richiede molto tempo, perché lavori in profondità su ogni dettaglio e a volte può diventare stancante. Cerchiamo di mantenere una tabella di marcia per finire l’album, ma qualche difficoltà può sempre emergere. Ma questa è la bellezza del processo musicale, ogni volta.

Le vostre canzoni evocano immagini di battaglie, mitologia e antiche leggende: da dove traete principalmente ispirazione per i vostri testi?

La nostra principale ispirazione lirica è un mix di storia, mitologia e fantasy. L’immenso patrimonio della mitologia e della storia antica greca, con tutte le sue battaglie leggendarie ed eroi, costituisce la base. Storie di dèi, titani e resilienza nei conflitti sono fonti costanti di immagini potenti e strutture narrative.
Mescoliamo queste leggende elleniche con elementi tratti dalla letteratura fantasy classica. Siamo molto influenzati dagli intricati mondi creati da Tolkien, dagli antieroi tragici come Elric di Melniboné di Michael Moorcock e da scrittori come Clark Ashton Smith e Lovecraft, le cui storie di mondi lontani e orrori cosmici aggiungono un’ampiezza più oscura e vasta ai nostri testi.
Da ragazzo leggevo tutti i classici fumetti fantasy, come Conan il Barbaro. In definitiva, queste lotte leggendarie rispecchiano le sfide quotidiane che tutti affrontiamo nella vita, dando ai nostri testi fantasy un cuore umano.

Un aspetto che colpisce molto è l’equilibrio tra melodie epiche e riff potenti. Come lavorate internamente per mantenere questo bilanciamento?

Cerchiamo di includere tutti gli elementi emotivi e dinamici nei nostri brani. Amo molto i power riff, dai più semplici e pesanti a quelli più veloci. Con Strutter e Minas abbiamo una base sonora solida e pesante, ed è la miglior tela su cui Tasos può dipingere melodie epiche e potenti.
Cerchiamo sempre la melodia in ogni aspetto del brano, come doppi assoli o orchestrazioni di tastiera, ma il feeling generale rimane comunque quello di un sound heavy per far headbanging, perché, da fan dell’heavy metal, vogliamo divertirci.

Se doveste scegliere un brano di Dreamruler che secondo voi rappresenta al meglio l’essenza degli Steel Arctus, quale sarebbe e perché?

Tutti i brani sono speciali per vari motivi. Ma se dovessi sceglierne uno, sarebbe Defender of Steel, perché ha, come direi, il “Manowar feel”: quel tipo di canzone che ti fa alzare il pugno e urlare forte insieme a tutti i metalheads, mentre sbatti la testa. Ha anche cambi di tempo e un doppio riff di chitarra, ed è stato davvero divertente suonarla dal vivo in uno dei nostri concerti, che abbiamo anche filmato per il videoclip.

Com’è stato il rapporto con No Remorse Records e quanto ha influito nella valorizzazione del vostro progetto?

La pubblicazione dell’album con No Remorse è stata una benedizione per noi, perché abbiamo ricevuto pieno supporto non solo per la stampa e la promozione, ma anche per tutto il resto, gestito con grande cura. Siamo grati che abbiano creduto nella nostra musica e speriamo di continuare la collaborazione anche per i prossimi album.

Il pubblico internazionale sembra molto ricettivo verso il vostro stile. Avete in programma tour, festival o date speciali fuori dalla Grecia?

Sì, stiamo lavorando per organizzare alcuni concerti fuori dalla Grecia e siamo sempre aperti e alla ricerca di promoter e agenzie. Anche se finora è stato difficile suonare all’estero, con l’uscita del nostro terzo album credo avremo più opportunità. Amiamo suonare la nostra musica dal vivo e ci connettiamo sempre con i nostri fan. Non vediamo l’ora di essere sul palco e scuotere la testa insieme a voi.

Grazie per il vostro tempo! Vi lasciamo questo spazio per salutare i lettori di Metalshock.it e tutti i vostri fan: cosa volete dire loro?

Vogliamo ringraziarvi per le ottime domande e per il supporto al nostro nuovo album Dreamruler!
Ai lettori di Metalshock.it e a tutti i nostri fan, apprezziamo sinceramente il vostro continuo sostegno e l’entusiasmo verso la nostra musica. Siamo grati per ogni ascoltatore e speriamo che continuiate a godervi i nuovi brani. Non vediamo l’ora di incontrarvi ai prossimi concerti e vi ringraziamo per essere parte del nostro cammino. Cheers!

 

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