Interviste
Obscure Obsession: metal oscuro e riflessioni sulla solitudine
All’indomani della pubblicazione del loro Eternal Solitude, abbiamo incontrato gli Obscure Obsession, realizzando l’intervista che segue. Un modo per entrare dentro l’universo dark della band.
Quali sono la vostra storia e il vostro percorso artistico?
Nasciamo nel febbraio 2019 a Treviso, per volontà del chitarrista Francesco Brunello, ex-MindCrusher. Il caso ha voluto che, tramite amici in comune, fosse pervenuto, a me e a Frank, l’altro chitarrista. Apparve subito chiaro che i nostri passati musicali erano diversi, lui metallaro tout-court, Frank ed io invece derivanti dal post-punk. Ciò che abbiamo provato a fare è stato coniugare questi due mondi, da sempre inconciliabili, almeno apparentemente. Per quanto riguarda, me (Luca, voce), il mio percorso musicale comincia nel lontano 1980, con i Rat Race, il mio primo gruppo tribute ai Madness e UB 40, per poi proseguire con i Last Exit, tributo Police sempre come cantante, poi Maiden Killer, tributo agli Iron Maiden, e infine un breve periodo nei Dark Lord di Alex Masi. Attualmente, con noi ci sono Alessandro Spagnol al basso e Zoran Novkovic alla batteria.
Cosa rappresenta questo disco per voi?
Questo disco per noi rappresenta l’oscurità e la solitudine che regnano in ognuno di noi; spesso è difficile trovare un equilibrio tra queste due sensazioni umane, specialmente nel periodo del Covid, da cui abbiamo preso spunto.
Sul piano strettamente musicale, in Eternal Solitude domina un dark metal vecchia scuola, con tocchi doom e un sound decisamente anni Ottanta-Novanta. Con quali ascolti vi siete formati?
Noi, come Obscure Obsession, veniamo da diverse correnti musicali, che abbiamo cercato di fondere con degli arrangiamenti tra il vecchio e il nuovo stile metal, pur essendo una band che esiste solo da sei anni.
Sul piano invece più lirico e contenutistico, i temi salienti dell’album – non usuali, tra l’altro, in ambito metal – paiono essere la solitudine e l’oscurità…
I testi che abbiamo scritto io e Frank variano tra il sacro e il profano, ispirati dal lockdown patito con molta sofferenza, che però ci ha fornito una suggestione musicale migliore. Sappiamo infatti che spesso e volentieri dalle esperienze negative derivano i migliori testi e le melodie più raffinate.
Cosa pensate della scena metal attuale, sia in Italia sia all’estero, e quale prospettiva intravedete?
Riguardo al metal attuale, pensiamo che sia sempre rimasto vivo, però gli anni passati, e parlo degli anni ’90, purtroppo non tornano più, ora esiste un metal più rifinito, ma meno cattivo ed espressivo di una volta.
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
I nostri progetti per il futuro sono un cantiere di lavoro continuo; non dobbiamo mai pensare di essere arrivati, perché nella musica come nella vita non si smette mai di imparare.



