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Interviste

CRYSTAL SKULL – L’epica power fantasy del magico mondo di Arendal

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All’indomani dell’uscita del secondo disco dei Crystal Skull, il fantastico Arcane Tales, abbiamo incontrato il polistrumentista Claudio ‘the Reaper’ Livera e ne è nata una bella chiaccherata che ha toccato più temi, musicali e non solo, molto interessanti.

Partiamo dall’inizio, dalle origini. Ci raccontate un po’ della vostra storia e di come è nata la band?

In realtà, i Crystal Skull nacquero come mio progetto solista, molti anni or sono: parliamo del 2007-2008, ma videro la loro prima pubblicazione ufficiale solo nel 2020 con Ancient Tales (per Underground Symphony Records). All’epoca in cui ebbi l’idea del progetto, suonavo con i Black Raven (act heavy metal classico) come chitarrista e nei Violent Assault (thrash / black metal), come bassista. Anche se ero già molto impegnato musicalmente, volevo dare sfogo alla mia passione per il power metal teutonico e da lì nacque l’idea di creare qualcosa di completamente mio. All’inizio non è stato facile: dovevo pensare alle canzoni in completa autonomia, mentre ero sempre stato abituato a lavorare in gruppo alla stesura dei brani. Negli anni, ci sono stati poi vari problemi, tra cui la perdita delle tracce del primo disco che stavo registrando, cosa che rallentò e a volte bloccò del tutto il progetto. Alla fine, però, sono riuscito a far venire alla luce il primo album, completamente lavorato da me e, con mia grande sorpresa e felicità, è stato anche molto ben accolto. Da lì in poi, è nata la band vera e propria, con l’ingresso prima di Fabio alla batteria (per la registrazione di Arcane Tales) e poi di Alessandro, negli ultimi mesi, come chitarrista solista.

Arcane Tales è un album di power molto epico, che tratta tematiche dark fantasy. Tra l’altro, il nome da voi scelto per la band rimanda ai tredici misteriosi teschi di cristallo sparsi per il mondo e di origine ignota (e ai quali Sebastiano Fusco ha dedicato un ottimo ed avvincente libro). Ci volete parlare degli aspetti tematici legati alla vostra proposta musicale, alla storia fantasy raccontata dai vostri due dischi (fra l’altro, con splendide e suggestive copertine) e delle vostre letture ed influenze culturali?

La scelta del nome del progetto è legata a più fattori. Volevo qualcosa di mistico ed evocativo, che potesse indicare, sia una band power metal, sia rappresentare il mondo fantasy che narro nella saga. Quando vidi il film di Indiana Jones ebbi l’illuminazione: conoscevo già abbastanza bene la leggenda dei teschi di cristallo e mi piace tantissimo leggere e informarmi sull’archeologia misteriosa. Trovai fin da subito che quel nome si legava perfettamente alla mia idea di narrativa nelle canzoni e al mio sound. Poi il destino volle che il nome della band, se diviso, rappresentasse due dei miei dischi preferiti di sempre: Crystal Logic dei Manilla Road e Pile of Skulls dei Running Wild: un segno del destino, secondo me. La storia che sto narrando attraverso i nostri dischi risale, invece, a molto prima dell’idea del progetto musicale, parliamo del 1997-1998, quando ancora studiavo. Sono da sempre un grande amante della letteratura fantasy e, ispirato dai libri che avevo divorato, provai a scrivere un mio romanzo ambientato nel magico mondo di Arendal. Purtroppo non lo terminai, ma l’ho ripreso in mano — tra la polvere dello scaffale — per riportarlo alla luce in chiave musicale. I tre personaggi principali della storia esistono da tantissimi anni: lo stesso Turok (nano guerriero) è stato il mio personaggio più usato e amato nelle campagne di Dungeons and Dragons. Ora lui, Erevyn e Regdar affrontano un viaggio fatto di battaglie, di lame e di magia in un mondo che giorno dopo giorno cade sotto le armate del tirannico Am-Aras. Oltre alla ricerca dell’antico potere del Crystal Skull, affrontano anche molte prove personali che li mettono a dura prova.

Quindi un percorso anche iniziatico e denso di simbolismi. Davvero un aspetto interessantissimo… Che si riflette poi nella grafica dei vostri due lavori…

Riguardo alle copertine, hai pienamente ragione: Fabio Babich, disegnatore e curatore dell’artwork di entrambi i CD, è un artista incredibile! L’ho conosciuto ai tempi dei Black Raven, quando ci disegnò il logo e la stupenda copertina del demo. Quindi la scelta è stata d’obbligo, per rappresentare al meglio le nostre canzoni, creando artwork uno più bello dell’altro. Non a caso, è disegnatore per la Sergio Bonelli Editore, nel fumetto Dragonero! Lavorare con lui è semplicissimo: io gli do gli input e le idee sulla visione del disco, e lui crea dei veri capolavori.

Nel vostro approccio stilistico si avverte un’ispirazione teutonica. Dico bene?

Assolutamente sì (ah ah ah)! Non ho mai nascosto la mia passione per il Power e l’Heavy Metal teutonico. Da quando, a quattordici anni, comprai i miei primi CD e vinili di Blind Guardian, Running Wild e Gamma Ray, non ho più smesso di ascoltarli. Negli anni, ho ascoltato anche altri generi, spaziando nel Thrash e nel Black, ma il mio vero amore resta il Power/Speed Metal. Quindi è normale che si sentano queste influenze: era proprio quello che ho sempre voluto fare, sin dall’inizio del progetto Crystal Skull.

Voi venite dal Nord-Est. Un tempo – e mi riferisco alla metà circa degli anni Novanta, nelle zone del Triveneto – c’era una scena metal / prog davvero fiorente e notevole (con Black Jester, Asgard, Marathon, Last Warning, Top Left Corner, Garden Wall, Barrock, Spleen, Helreid, Moonlight Circus)… La situazione odierna com’è messa?  

Purtroppo, oggi c’è molto meno seguito, rispetto al passato e, di conseguenza, anche molte meno band metal. Però, un piccolo zoccolo duro è rimasto. Abbiamo tantissime band validissime, che meriterebbero più attenzione, vedi Hounds of Devil (Speed/Thrash), Revoltons (Power), Kryptonomicon (Thrash), Azrath-11 (Death/Black, spettacolari!), Chronic Hate (Death), Tytus (Heavy), Gates of Doom (Epic Death) e Unviar (Black Metal). E queste sono solo le prime che mi vengono in mente, senza contare le band ormai consolidate a livello europeo, come Elvenking, Moonlight Haze e Rhapsody of Fire.

Cosa pensate della scena metal attuale, italiana e nazionale, e quali sono ultimamente i vostri ascolti prediletti?

La scena italiana è sempre stata florida di grandissime band! Fin dagli anni ’80, abbiamo sfornato veri capolavori con gruppi come Strana Officina, Vanexa, Dark Quarterer, Skanners, Death SS, Sabotage e Adramelch, per esempio. Oggi come ieri, questo non è cambiato. Al momento sono un po’ retrò nei miei ascolti italiani: nel mio lettore CD girano i lavori di Doomsword, White Skull, Domine e Death SS. Devo dire che la scena, a livello nazionale, è leggermente migliorata, negli ultimi dieci anni, in termini di eventi e partecipazione. Ricordo che tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 era difficile vedere tanti concerti metal, grandi o piccoli, in Italia. Resta, però, il fatto che portare la bandiera italiana spesso fa ancora storcere il naso a parte del pubblico estero, e questo è triste, considerando l’alto valore dei musicisti italiani e la qualità dei dischi che produciamo.

Claudio, tu hai suonato – fra gli altri – con il Sacro Ordine dei Cavalieri di Parsifal e con gli Akroterion. Quanto è stato importante per te?

È stato — ed è tutt’ora — stupendo. Entrambe le band sono composte da musicisti e creatori incredibili. Questo mi ha fatto crescere come musicista in maniera esponenziale, e parte del merito è anche loro se oggi sono qui a parlarvi del nuovo disco dei Crystal Skull. Con i Cavalieri di Parsifal abbiamo suonato e vogliamo continuare a suonare in tantissimi concerti, cosa che mi permette di conoscere sempre nuove persone e musicisti, con cui condividere idee e passioni.

A proposito, quali sono i vostri progetti futuri? E’ già in cantiere un terzo atto del Teschio di Cristallo?

Abbiamo un sacco di progetti per il futuro e siamo molto carichi! Stiamo lavorando a uno speciale singolo, che vorremmo pubblicare in una versione in vinile limitatissima, ed in più abbiamo già iniziato a lavorare sulle canzoni che ho scritto per il terzo disco, che chiuderà la saga di Arendal. Inoltre, ci stiamo organizzando per poter suonare dal vivo in un futuro non troppo lontano. Siamo quindi operativi alla massima potenza e pronti a far immergere ancora i nostri fan nel magico mondo di Arendal e delle sue storie perdute!

 

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