Recensioni
Battle Symphony – Digenes Akritas
Gli audiofili ed appassionati più attenti avranno notato, sul finire del 2024, la pubblicazione di The Dark Elves of Christmas, su etichetta Underground Symphony: stupendo lavoro di power metal (su temi di carattere natalizio) raffinato ed elegante, tirato e magniloquente, poetico e suggestivo (come dimostrano brani quali la splendida e lirica Snow Hides My Rainbow). Mente di quel progetto era il geniale – non ci sono altri aggettivi, veramente – chitarrista e tastierista ellenico Nikos Tzouannis, compositore e strumentista dalla preparazione musicale e culturale assolutamente fuori dal comune, mente vulcanica e poliedrica, ideatore di molteplici ed affascinanti progetti musicali. Artista vero, Nikos è anche fondatore e leader dei Battle Symphony, band greca di power, epico e sinfonico, che, dopo il magnifico esordio di War on Earth (2022), e l’altrettanto ottimo The Empire of God (2024), giunge, ora, al terzo disco, pubblicato da Underground Symphony, l’a dir poco formidabile Digenes Akritas.
Un album attesissimo ed entusiasmante – mettiamo le mani avanti – davvero monumentale, fatto appositamente uscire a maggio 2025, per ricordare la caduta di Costantinopoli del 1453. Disco ispirato alla grande tradizione storica di eroi, battaglie e leggende dell’Impero d’Oriente, con Nikos affiancato da Ragnar K. (al basso) e da Amir Mahbub (alla batteria), Digenes Akritas è una perfetta fusione artistica di racconto dalle tinte fortemente epiche, magniloquenza sinfonica e potente power metal di scuola europea, con composizioni (più che semplici canzoni) ottimamente strutturate, assai progressive e imponenti, arrangiamenti notevoli e una naturale tendenza a celebrare la grandiosità in musica.
Si tratta di un autentico viaggio – artistico, storico e musicale – attraverso episodi salienti di storia bizantina. Forse, solo in apparenza paradossalmente, l’ascoltatore potrebbe iniziare dal fondo – a consigliarmelo è stato un caro amico – ossia dalla coinvolgente ed ambiziosa suite in cinque atti intitolata a Kassia: una lunghissima ed epica traccia, di oltre diciassette minuti, dedicata al famoso poeta, compositore ed innografo bizantino del IX secolo. Una vera e propria celebrazione, capace di unire melodie a tratti persino inquietanti, coralità e dinamismo strumentale. Anche gli altri pezzi del disco non sono peraltro certo da meno, attestazione fra l’altro della profonda cultura, sia storica, sia religiosa di Nikos, che dedica un brano (Julian the Apostate) all’ultimo grande Imperatore pagano e il successivo (The True Cross) al cristianesimo della Chiesa orientale. Ma pure Belisarius, la title-track, Nika, The Greek Fire, Flower of the East – Bisanzio, naturalmente – ed In the Shadow of the Double-Headed Eagle sono luminose e composite gemme musicali, ricche di sfaccettature, ad ogni ascolto cangianti e in grado di donare a chi ascolta sensazioni prima inavvertite.
Se il disco è power sinfonico di altissima levatura (tanto di songwriting, quanto esecutiva), la concezione di fondo resta quella del miglior metal progressivo, aperto a soluzioni variegate e multiformi. Quanto poi alle voci esse sono state affidate, come si può leggere all’interno del libretto, all’Intelligenza Artificiale: qui, certi puristi dal naso fino e dai molti pregiudizi potranno, magari, storcere il naso, tuttavia si ricordi che quanto in vero solo conta è, alla fine, la qualità complessiva, che in questa sede è elevatissima, anche sul piano vocale (e come prima si diceva corale).
Se l’AI può dare aiuto e contributi di questo livello, ben venga, degno supporto del genio musicale della creatura di Nikos Tzouannis (fra l’altro, anche commentatore sportivo ad Atene per basket e calcio). Un album, senz’altro, che rimarrà tra i capolavori assoluti del 2025. Vera musica per immagini, dalla valenza cinematografica.
Country: Greece
Label: Underground Symphony
Style: Symphonic Power Metal / Epic Metal
Top Song: Kassia



