NWOBHM
APOCALYPSE – Last Man Standing
Attivi come Omega, dal 1983 al 1988 – il loro The Prophet rimane in assoluto uno dei capolavori di heavy progressive inglese, in quel decennio aureo, nel Regno Unito e non soltanto – gli Apocalypse si formarono, a Londra, nel 1980, sfortunati eroi di una NWOBHM la cui fondamentale importanza, sul piano storico-musicale, va sempre rimarcata. All’epoca la band londinese pubblicò solamente un demo tape nel 1981 e il singolo Storm Child nel 1982, materiali originari cui due compilation, edite poi più tardi entrambe nel 2010, hanno aggiunto ulteriori canzoni, compiendo così un’operazione di benemerita archeologia musicale. Il gruppo si è riformato quindi nel 2005 ed è tuttora attivo. Questo Last Man Standing, di quasi settanta minuti, è un album nuovo. La creatura di Steve Grainger (voce, chitarra, tastiere) è ritornata in grandissima forma, fedele al suo passato – suo e di un’intera corrente musicale – ma desiderosa altresì di lasciare un’impronta anche nel presente. Last Man Stranding, in nove canzoni, combina nuovo materiale di ottimo livello e rifacimenti di canzoni più vecchie, dalla grande rilevanza storica. E’ inoltre emozionante ascoltare ancora, per un’ultima volta, la batteria del fratello di Steve (Marc) e il basso di Dave Robertson, entrambi nel frattempo purtroppo scomparsi. I brani dell’album si muovono nel solco della tradizione NWOBHM, specie quella con elementi prog (ricordiamo qui almeno i Saracen, i Dawnwatcher, gli After Dark e i Triarchy). Di quella storia, gli Apocalypse sono una voce importante e sino ad oggi troppo poco ricordata, se non dagli specialisti: torniamo ad ascoltarli con tutta l’attenzione che meritano. Bentornati. Per restare, stavolta.
Country: UK
Label: High Roller
Top Song: Urban Decay




