Hard Rock
7 MILES TO PITTSBURGH – Beyond Repair
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15 ore fa-
Pubblicato da
Dario Taika
Beyond Repair non ha alcuna intenzione di chiedere permesso prima di accendere gli amplificatori: parte con il profumo del rock anni Settanta, ci aggiunge una buona dose di blues, qualche deviazione progressiva e lascia che cinque musicisti di grande esperienza facciano il resto. Il terzo album dei 7 Miles To Pittsburgh, pubblicato il 25 settembre 2026 da M-Theory Audio, è un lavoro che vive soprattutto di equilibrio, evitando di trasformare la tecnica in una dimostrazione di muscoli.
L’apertura con All Men Are Created Equal mette subito in chiaro le coordinate: Hammond, basso pulsante, batteria dinamica e chitarre che possono spaziare liberamente, mentre Andrew Elt dimostra di possedere una voce capace di passare dalla morbidezza a una dimensione più potente e teatrale. Il suo timbro è uno degli elementi che danno personalità al disco, perfettamente inserito in un suono che guarda tanto a Deep Purple, Rainbow e Led Zeppelin quanto a realtà più progressive come Rush e King’s X.
La vera sorpresa è però quanto organicamente convivano queste anime. Pacific Coast Highway è il brano più immediato del lotto, una cavalcata rilassata e solare che sembra chiedere finestrini abbassati e strada libera davanti, mentre Half Way There punta maggiormente sulle melodie e sulle armonie vocali. Speed Of Life cambia nuovamente prospettiva, alternando groove bluesy, passaggi progressivi e un ottimo lavoro chitarristico di Joris Lindner. Qui la band dimostra di saper improvvisare e dilatare le strutture senza perdere completamente il filo.
Tra i momenti più interessanti inserirei anche Saving Grace, dove il fantasma del rock classico emerge con particolare eleganza, e The Lies You Promised To Keep, capace di chiudere il viaggio con un equilibrio riuscito tra melodia, intensità e ricerca. Elevator Music, invece, porta l’aspetto progressivo ancora più in primo piano, giocando con dinamiche e atmosfere senza trasformarsi in un esercizio fine a se stesso.
Un plauso va anche alla sezione ritmica formata da Martin Helmantel e Dirk Bruinenberg, precisa ma soprattutto dotata di groove, mentre le tastiere di Remco van Zandvoort rappresentano un ingrediente fondamentale nel collegare il passato hard rock con le aperture più moderne. La produzione lascia respirare gli strumenti e mantiene quella sensazione “organica e rumorosa” che la band considera parte integrante della propria identità.
Forse Beyond Repair non è un disco da consumare distrattamente mentre si fa altro: alcuni passaggi richiedono attenzione e determinate composizioni preferiscono essere scoperte lentamente. È proprio questa, però, la sua forza. I 7 Miles To Pittsburgh non inseguono la canzone perfetta da tre minuti, ma costruiscono un piccolo universo dove il rock può ancora divagare, improvvisare e cambiare strada. Un album maturo, suonato con mestiere ma senza perdere il gusto per il rischio.
Country: Netherlands
Label: M-Theory Audio
Style: Hard Rock / Progressive Rock / Blues Rock
Top Song: Pacific Coast Highway
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