Heavy Metal
BLOODSTAIN – Bloodstain
Il debutto omonimo dei BLOODSTAIN è un concentrato di energia old school che guarda con decisione agli anni Ottanta senza limitarsi a riproporne le formule. Il quartetto di Stoccolma, formato nel 2023, costruisce infatti il proprio sound su una solida base di heavy metal classico, innestando riff thrash, accelerazioni improvvise, melodie incisive e una certa ruvidità che rende il risultato particolarmente efficace. Pubblicato il 25 settembre 2026 da Threeman Recordings, Bloodstain dà soprattutto l’impressione di una band che ha già capito perfettamente quale direzione seguire.
L’apertura affidata ad “Annihilation Line” è emblematica: dopo un’introduzione quasi solenne, chitarre e batteria prendono velocità, mentre il ritornello introduce quella componente melodica che impedisce al brano di trasformarsi in un semplice esercizio di nostalgia. I riferimenti alla tradizione NWOBHM si intrecciano con il thrash americano, una caratteristica che ritorna anche in “Something Sinister”, più scura e aggressiva, dove riff serrati e una sezione ritmica compatta conferiscono al pezzo un tiro notevole. È proprio in questi momenti che si percepisce quanto il gruppo abbia assimilato la lezione dei primi Metallica e Megadeth, senza però rinunciare alla propria personalità.
“I Am Death” aumenta ulteriormente la pressione con chitarre pesanti, batteria martellante e un’attitudine quasi marziale, mentre “Carved Into Stone” cambia registro e introduce una dimensione più malinconica e melodica. È una pausa ben calibrata, che permette di apprezzare anche il lato più atmosferico della band e, soprattutto, dimostra che i Bloodstain non hanno intenzione di affidarsi esclusivamente alla velocità.
Quando arriva “Taint Me”, il motore riparte con riff taglienti e un ritornello corale che sembra progettato appositamente per essere urlato dal pubblico. E’ uno dei momenti che ho trovato più convincenti dell’album, proprio perché riassume alla perfezione l’approccio diretto e fisico dichiarato dalla band. “Disdained” punta invece maggiormente sulla pesantezza, mentre “Lies Bleeding Through”, con le sue variazioni di ritmo, amplia il respiro del disco e lascia emergere una maggiore libertà compositiva.
La seconda parte mantiene alta l’attenzione con “Conspiracy”, che alterna heavy e thrash senza perdere immediatezza, e con “Faceless Dealer”, uno degli episodi più aggressivi e privi di fronzoli. A chiudere il lavoro arriva “Banner Of Supremacy”, una conclusione potente costruita ancora una volta intorno a riff e assoli, con la band che preferisce lasciare parlare la propria energia piuttosto che ricorrere a inutili artifici.
La produzione affidata ad Alex Hellid, Per Aldeheim e Bloodstain, con il mix e mastering di Ronnie Björnström, valorizza bene ogni componente, mantenendo una certa crudezza che si sposa perfettamente con l’identità del gruppo. Non tutto è ancora completamente maturo e in alcuni passaggi le influenze risultano piuttosto evidenti, ma considerando che si tratta dell’esordio sulla lunga distanza, Bloodstain è un biglietto da visita decisamente convincente. La sensazione è quella di una band nata per il palco, capace di trasformare la passione per il metal classico in qualcosa di energico e contemporaneo.
Country: Svezia
Label: Threeman Recordings
Style: Heavy Metal / Thrash Metal
Top Song: Taint Me




