Heavy Metal
OZZY OSBOURNE – No More Tears: l’ultima grande lacrima del Madman
Pubblicato il 17 settembre 1991 da Epic Associated/Epic Records, No More Tears rappresenta uno dei vertici assoluti della carriera solista di Ozzy Osbourne, un album capace di fotografare perfettamente il momento in cui il metal dei primi anni Novanta stava cambiando pelle senza rinunciare alla propria identità. Oggi, dopo la scomparsa di Ozzy nel 2025, riascoltarlo assume inevitabilmente un valore ancora più particolare: non è soltanto uno dei suoi dischi più celebri, ma una testimonianza di quella personalità irripetibile che ha trasformato il frontman dei Black Sabbath in una delle figure più riconoscibili della storia del rock.
La formazione coinvolta nelle registrazioni era di primissimo livello: Ozzy alla voce, Zakk Wylde alla chitarra, Randy Castillo alla batteria, Bob Daisley al basso e John Sinclair alle tastiere. Nei crediti compare anche Mike Inez, indicato per il contributo alla direzione musicale e alla composizione della title track, anche se le parti di basso dell’album sono attribuite a Daisley. Un dettaglio curioso, soprattutto perché Inez sarebbe poi diventato una figura fondamentale negli Alice in Chains e nei videoclip legati al disco appare proprio come bassista.
Fin dall’apertura di “Mr. Tinkertrain” si percepisce la volontà di spingere il sound verso una dimensione più compatta e moderna, con la chitarra di Wylde protagonista assoluta. Il suo stile, fatto di riff pesanti, assoli incandescenti e una notevole componente blues, si integra alla perfezione con la voce di Ozzy, mentre Castillo imprime una spinta ritmica muscolare e dinamica. “I Don’t Want To Change The World” porta in primo piano l’anima più aggressiva del disco, mentre “Mama, I’m Coming Home” dimostra come Ozzy sapesse costruire una ballad capace di arrivare ben oltre il pubblico metal.
E poi c’è la title track, oltre sette minuti nei quali No More Tears abbandona momentaneamente la dimensione più immediata per sviluppare un’atmosfera cupa, teatrale e progressiva. È probabilmente il momento nel quale l’intero gruppo riesce a esprimere al meglio l’equilibrio tra melodia e pesantezza che caratterizza l’album. La canzone fu composta da Ozzy, Wylde, Castillo, Inez e John Purdell.
Un altro elemento particolarmente interessante è il rapporto con Lemmy Kilmister. Il leader dei Motörhead contribuì ai testi di diversi brani, tra cui “I Don’t Want To Change The World”, “Mama, I’m Coming Home” e “Hellraiser”. Quest’ultima avrebbe avuto una seconda vita anche con i Motörhead, che la registrarono per March ör Die del 1992: due interpretazioni differenti dello stesso pezzo, a conferma del legame artistico tra due personalità tanto diverse quanto complementari.
La scaletta procede alternando martellate heavy come “Desire” e “Zombie Stomp” a episodi più melodici come “Time After Time” e “Road To Nowhere”, mantenendo sempre una produzione poderosa e molto curata, affidata a Duane Baron e John Purdell, con Michael Wagener al mix.
Il risultato è un album che non vive soltanto della fama del suo autore. No More Tears possiede riff riconoscibili, ritornelli memorabili, grandi prestazioni strumentali e una sequenza di brani ancora oggi estremamente efficace. Il successo commerciale fu enorme: raggiunse il numero 7 della Billboard 200 e negli Stati Uniti è stato certificato quattro volte platino.
A distanza di decenni, il disco conserva una freschezza sorprendente. Ozzy aveva già alle spalle una carriera leggendaria, ma con No More Tears riuscì ancora una volta a dimostrare di poter guardare avanti senza perdere il proprio passato. È heavy metal nel senso più completo del termine: potente, oscuro, melodico e immediatamente riconoscibile. Un capitolo fondamentale della sua discografia e, oggi, anche uno dei modi migliori per celebrare la musica lasciata in eredità dal Madman.
Country: Regno Unito
Label: Epic Associated / Epic Records
Style: Heavy Metal / Hard Rock
Top Song: No More Tears




