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Power Metal

TUNGSTEN – Ashes

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Il power metal dei TUNGSTEN non si limita a seguire le coordinate classiche del genere, ma cerca continuamente nuove strade attraverso contaminazioni elettroniche, ritornelli orecchiabili e passaggi che sfiorano il folk e la dance. Con Ashes, pubblicato il 9 ottobre 2026 da Perception e Reigning Phoenix Music, la formazione svedese porta avanti questa identità senza rinunciare alla potenza delle chitarre e all’impatto delle melodie. L’album alterna momenti energici e soluzioni decisamente insolite, puntando su un equilibrio tra aggressività metallica e leggerezza, con risultati che non sempre convincono allo stesso modo. Se da una parte la varietà contribuisce a rendere il lavoro riconoscibile, dall’altra alcune scelte rischiano di spezzare la continuità dell’ascolto, lasciando la sensazione che non tutti i brani abbiano la stessa forza.

La particolarità dei Tungsten sta proprio nel non accontentarsi della formula tradizionale. Le chitarre di Nick Johansson mantengono una solida componente metal, ma spesso sono tastiere, ritmi incalzanti e melodie di facile presa a guidare le composizioni. “Bite My Tongue” rappresenta bene questa direzione, mescolando riff pesanti e pulsazioni quasi dance, mentre “Ted The Exorcist” spinge sull’acceleratore con un’ironia esplicita, tanto nei testi quanto nell’impostazione generale. Non è un disco che cerca di apparire austero o minaccioso a ogni costo: qui il divertimento fa parte del progetto e la band non prova a nasconderlo.

La varietà è uno dei pregi principali di Ashes, ma anche il suo elemento più rischioso. “Fuego Del Sol” introduce influenze da musica da ballo latinoamericana che possono spiazzare al primo ascolto, mentre “Joker” gioca con accenti folk e momenti quasi da festa goliardica. “Supernova” alleggerisce ulteriormente l’atmosfera, mentre “For Thee” si concede colori medievaleggianti e suggestioni celtiche. Sono deviazioni che impediscono all’album di diventare una sequenza indistinta di inni power metal, anche se in alcuni passaggi il confine tra eccentricità riuscita e trovata gratuita si fa sottile. Personalmente, apprezzo il coraggio di una band che preferisce rischiare con soluzioni insolite anziché replicare per l’ennesima volta gli stessi cliché.

Quando i Tungsten riportano il focus su riff e melodie più robuste, il risultato è altrettanto convincente. “The North Will Rise”, impreziosita dalla partecipazione di Tony Kakko dei Sonata Arctica, si distingue per energia e spirito corale, trasformando un’idea inizialmente bizzarra in uno degli episodi più coinvolgenti della raccolta. La voce di Mike Andersson si adatta bene a questo continuo alternarsi di potenza e leggerezza, mentre la sezione strumentale garantisce una base compatta anche nei brani più eccentrici.

Il limite di Ashes emerge soprattutto sulla distanza: l’accumulo di ritornelli immediati, soluzioni elettroniche e umorismo può diventare stancante, e la seconda parte non mantiene sempre la freschezza iniziale. Inoltre, chi preferisce un power metal più tecnico o aggressivo potrebbe trovare alcune composizioni troppo vicine al pop. Ma giudicare il disco esclusivamente secondo questi criteri significherebbe fraintenderne lo spirito. I Tungsten puntano sull’intrattenimento, sulla varietà e su una personalità che non teme di apparire sopra le righe. 

Country: Svezia

Label: Perception / Reigning Phoenix Music

Style: Power Metal / Industrial Metal

Top Song: The North Will Rise

 

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