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MOONSPELL – Far From God
A distanza di cinque anni da Hermitage, i Moonspell tornano con un album che sembra voler riaffermare, senza compromessi, tutto ciò che ha reso grande la loro storia. “Far From God”, pubblicato il 3 luglio 2026 da Napalm Records, non è una semplice continuazione del precedente capitolo, ma un’opera che recupera l’anima più oscura e romantica della band portoghese, reinterpretandola con la maturità di chi non ha più nulla da dimostrare. Più che un ritorno al passato, è una riconquista della propria identità.
L’ascolto si apre con “Cross Your Heart”, che mette subito in chiaro la direzione intrapresa: basso pulsante, tastiere avvolgenti e chitarre che costruiscono atmosfera più che aggressività. La successiva title track “Far From God” rappresenta perfettamente il cuore del disco, trasformando il mito del vampiro in una metafora dell’amore assoluto, della dannazione e dell’eterna ricerca di redenzione. Fernando Ribeiro domina ogni brano con la sua voce profonda e teatrale, alternando registri puliti e passaggi più ruvidi con un’intensità che pochi interpreti del gothic metal riescono ancora a trasmettere.
Musicalmente il disco evita qualsiasi eccesso sinfonico, preferendo arrangiamenti essenziali ma ricchi di dettagli. Le tastiere di Pedro Paixão colorano ogni composizione senza soffocarla, mentre Ricardo Amorim costruisce trame chitarristiche eleganti che spesso privilegiano il sentimento rispetto alla pura potenza. La sezione ritmica, guidata dal basso sempre presente di Aires Pereira e dalla batteria precisa di Hugo Ribeiro, dona compattezza a un lavoro che vive soprattutto di atmosfera e dinamica.
Tra gli episodi più riusciti spicca “The Great Wolf In The Sky”, impreziosita dagli archi di Alicia Nuhro. È un brano epico e malinconico, capace di evocare immagini cinematografiche senza perdere il contatto con la tradizione dei Moonspell. Più avanti “Our Freedom To Fall” e la conclusiva “Reconquista” aumentano il peso specifico dell’album, riportando in primo piano riff più robusti e sfumature doom che ricordano, a tratti, i migliori Paradise Lost, pur mantenendo intatta la personalità della formazione lusitana.
Il concept ruota attorno a simbolismi religiosi, creature della notte, colpa, redenzione e amore decadente, ma questi elementi non vengono utilizzati come semplice estetica gotica. Al contrario, diventano strumenti per raccontare emozioni profondamente umane, rendendo il disco sorprendentemente attuale pur restando fedele al proprio immaginario. La produzione di Jaime Gomez Arellano riesce a valorizzare questa scelta, regalando un suono caldo, potente e naturale che esalta ogni sfumatura senza appesantire il risultato finale.
“Far From God” è uno dei lavori più convincenti dei Moonspell degli ultimi anni. Non possiede forse l’effetto rivoluzionario di Irreligious, ma ne raccoglie lo spirito con grande dignità, dimostrando come sia ancora possibile realizzare gothic metal autentico senza inseguire mode passeggere o produzioni eccessivamente patinate. È un album che cresce ascolto dopo ascolto, rivelando nuovi dettagli e confermando che Fernando Ribeiro e compagni continuano a essere un punto di riferimento assoluto per chi ama le sonorità oscure, eleganti e profondamente evocative.
Country: Portugal
Label: Napalm Records
Style: Gothic Metal, Gothic Rock
Top Song: The Great Wolf In The Sky






