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Power Metal

SIGNUM REGIS – Beyond Spacetime

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Otto dischi e non sapere ancora che strada prendere. Questa è la sensazione che si prova dopo l’ascolto del nuovo disco dei Signum Regis, “Beyond Spacetime“, sempre in bilico tra power e prog, tra passaggi complessi ed aperture melodiche, tra vocals aggressive e momenti quasi hard rock. Ci sta essere influenzati da generi diversi ed avere sfumature nel proprio sound, ma così è veramente troppo. La band slovacca ha dovuto sicuramente far fronte allo split con il cantante Jota Fortinho, sostituito da una list di guest lunga così (a dire la verità, sono un po’ sempre i soliti singer dediti alle ospitate), ma ciò non toglie che ci troviamo di fronte ad un album fin troppo ondivago.

Andando poi a spulciare nelle note, si legge come molti brani siano stati recuperati da un’avventura passata dei Signum Regis e composti quindi tanti anni fa. Questa forse la ragione di tanta eterogeneità compositiva. Tra gli ospiti troviamo Tasos Lazaris (Steel Arctus, White Wizzard) che canta cinque brani, uno vede protagonista David Åkesson (Symphonity, Quantice), oltre ai “prezzemolini”  Tim ‘Ripper’ Owens, Ralf Scheepers e Matt Smith dei Theocracy. L’opener “Time to Pay” è nervosa nel guitar riff, ma nel refrain si inceppa, mentre la seguente “Back To Zero” sembra uscita da un disco degli Edguy. La band si fa preferire, a parere di chi scrive, quando limita gli orpelli strumentali a favore dell’immediatezza del power, come nella nordica “Throne Of Gold“. C’è poco altro da aggiungere, il lavoro scorre via cambiando spesso coordinate, non disdegnando anche arrangiamenti da sapore sinfonico. Nonostante la band sia in giro da tanto tempo non è mai esplosa ed il motivo è proprio quello di non avere ancora un marchio distintivo. Inoltre, cambiare continuamente label (4 diverse, per le ultime 4 uscite) non aiuta e conferma il desiderio dei nostri di muoversi continuamente.

I cambi di line – up non hanno scoraggiato i Signum Regis, che ci riprovano. “Beyond Spacetime” aiuterà sicuramente i nostri a restare sulle scene, ma non è sicuramente il disco della svolta, anche se ci auguriamo che i nostri riescano a trovare la quadra, per avere un futuro roseo. Per ora, rimandati!

Country: Slovakia

Label: Fireflash Records

Style: Power prog metal

Top Song: Throne Of Gold

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