Hard Rock
VIPER QUEEN – Munich City Nights
Munich City Nights dei VIPER QUEEN è un disco che non cerca di reinventare l’hard rock, ma di recuperare il suo lato più diretto, stradaiolo e festaiolo, quello legato alla seconda metà degli anni Ottanta. Il quintetto di Monaco di Baviera costruisce il proprio debutto su riff robusti, assoli melodici, ritornelli corali e un’attitudine che guarda apertamente alla tradizione tedesca del genere, con riferimenti che possono richiamare SCORPIONS e BONFIRE.
L’album, pubblicato da Pride & Joy Music, nasce anche come dichiarazione d’amore per la città natale e per un’epoca in cui Monaco rappresentava un punto di riferimento per la scena rock internazionale. Il problema è che, se da una parte questa scelta garantisce coerenza e una discreta dose di energia, dall’altra lascia poco spazio alla sorpresa. L’apertura affidata a “Undercover Lover” introduce subito le coordinate del progetto: chitarre ruvide, ritmo incalzante e un ritornello pensato per essere cantato sotto il palco. “Munich City Nights” prosegue sulla stessa strada, trasformando la nostalgia per la vita notturna e il rock di un tempo in un inno facilmente assimilabile, anche se musicalmente piuttosto prevedibile. La band dà il meglio quando punta sulla concretezza, come in “Call Of The Viper”, uno degli episodi più riusciti grazie a un riff incisivo e a un ritornello che riesce davvero a lasciare il segno. Anche “Black Thunder” possiede un buon peso strumentale, mentre “So Evil” recupera un’attitudine più aggressiva, con cori da arena e assoli che non nascondono la passione per il metal classico. “Dealing With Fire”, costruita come una sorta di inno sportivo dedicato a Monaco, è invece un brano volutamente semplice, ma efficace nel suo intento celebrativo. Non tutto, però, funziona allo stesso modo. “Locked Out” insiste eccessivamente sulla ripetizione del ritornello, mentre alcuni testi ricorrono a immagini di ribellione, seduzione e libertà già ampiamente sfruttate nel genere. Il limite più evidente riguarda comunque la voce di John Hall: ruvida e adatta alle atmosfere più grintose, non sempre possiede il volume e la personalità necessari per valorizzare ogni composizione. In alcuni passaggi la prestazione appare poco incisiva, penalizzando soprattutto i brani che avrebbero bisogno di maggiore carisma. Anche la produzione di Sergej Dukart, realizzata ai Walzwerk Studios, divide: il suono è compatto e potente, ma talvolta troppo levigato, con una compressione che riduce la dinamica e toglie parte del fascino più spontaneo alle chitarre. La scelta di riproporre quattro brani già pubblicati in precedenza, tra cui “Lifetime Rebel”, “Call Of The Viper” e “Black Thunder”, contribuisce inoltre a rendere il debutto meno ricco di novità di quanto ci si potrebbe aspettare.
Munich City Nights resta comunque una dichiarazione d’intenti credibile: i VIPER QUEEN sanno quale tradizione vogliono rappresentare e possiedono qualche buon pezzo per sostenerla. Manca ancora una personalità sufficientemente riconoscibile per distinguersi dalla lunga schiera di gruppi legati all’hard rock ottantiano, ma l’energia non manca e alcuni ritornelli funzionano. Un esordio piacevole per chi cerca chitarre senza fronzoli e atmosfere da club, meno convincente per chi pretende qualcosa di più di una nostalgica riproposizione di formule già note.
Country: Germany
Label: Pride & Joy Music
Style: Hard Rock / Heavy Metal tradizionale
Top Song: Call Of The Viper



