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Power Metal

EDU FALASCHI – Mi’raj

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Per gli amanti del power metal, Edu Falaschi non ha bisogno di presentazioni. Successore del compianto Andre Matos negli Angra, in cui ha cantato su 4 splendidi album, si è messo in proprio da qualche anno e giunge con il nuovo “Mi’raj” alla chiusura di una interessante trilogia. Il sound del progetto solista del frontman carioca è legato a doppio filo con quello dell’ex band e prosegue lungo lo stile dei suoi predecessori, “Vera Cruz” ed “Eldorado“, con un power metal sinfonico ed orchestrale, che non disegna puntate nel prog e nelle ritmiche tribali. Chi ha amato alla follia gli Angra del periodo “Temple of Shadows” non rimmarrà deluso da questa uscita.

Il disco, composto da 9 brani piuttosto lunghi (53 minuti di durata) si apre con l’intricata “Watchers of the Light“, cinematografica nell’incipit e vicina ai Myrath nelle influenze arabeggianti, per poi sfociare in un power elegante e corale. La seguente “Here I Stand” inzia con un guitar riff progheggiante e prosegue lungo questa linea, fino ad aprirsi con un trascinante ritornello power al 100%. La title track ha degli evidenti rimandi all’opener, sempre figlia di quelle atmosfere etniche che i Kamelot hanno spesso sfruttato, anche se la voce femminile in alcuni punti risulta fin troppo stucchevole. La seguente “Echoes of Vows” è entusiasmante, tra passaggi acustici, arrangiamenti orchestrali ed un mood malinconico di fondo che cattura fin dal primo ascolto, mentre “Unchained” è probabilmente il capitolo meno riuscito di “Mi’raj”, fin troppo variegata nell’assolo. Sorprendente la rockeggiante “Intuição” in lingua madre, in cui fa capolino l’ospite Rafael Bittencourt. L’altro ospite dell’album è Roy Khan, che duetta brillantemente con Edu nella nervosa “Circle of Dust“, un brano tirato abbastanza canonico, reso comunque interessante dall’ex frontman dei Kamelot.

Gli arrangiamenti sono il punto di forza di questo disco, che è ricco di sfumature, strati di ascolto, sempre accompagnato dalla voce di Edu, che, col tempo, si è fatta meno acuta, ma molto più personale nella pasta e nell’interpretazione. Basti ascoltare “On Your Own” per credere. “Mi’raj” è uscito solo in Brasile, ma potrete trovarlo facilmente sui siti di vendita dei dischi (i pochi rimasti), perchè sarebbe un delitto gustarne solo la versione digitale. Anzi, se non avevate ancora approcciato al Falaschi solista fatevi un regalo ed acquistate l’intera trilogia, perchè si tratta di 3 dischi imperdibili per gli amanti del symphonic power prog metal.

Country: Brasil
Label: Import
Style: Symphonic power metal
Top Song: Echoes of Vows

 

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