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DANIEL GAZZOLI PROJECT – Stranger in My Own Town
Musica meravigliosa. Non ci sono altre parole. Questo album del Daniel Gazzoli Project illumina, veramente, l’anno appena iniziato, e rappresenta un nuovo centro per la Underground Symphony, la sempre ottima ed impeccabile label piemontese. Il musicista italiano ci regala un autentico gioiello d’altri tempi, un fantastico concentrato di AOR e hard melodico di altissima scuola, con tocchi prog e pomp (specie nella prima parte del disco, mentre la seconda appare maggiormente connotata dalla presenza di un class rock potente e melodico, a un tempo). Siamo in presenza di un sound cristallino e affascinante, con bellissime songs, che guardano alla migliore e grande tradizione dell’AOR, forse più nordeuropeo che americano. Talora, ascoltando le splendide canzoni del Daniel Gazzoli Project, vengono alla mente, di fatti, i grandi nomi della scena scandinava (Pretty Maids, Skagarak, Dalton, Fate, Alien, Talisman) e anglo-britannica (Dare, Ten). Tastiere e chitarre intrecciano le loro trame, e danno vita a sonorità dalla paradisiaca bellezza, ora più enfatica ed ora più intimista. La produzione, al pari di songwriting ed esecuzione, appare inoltre superlativa. Benvenuti quindi, come si diceva in principio, ad un autentico regno delle meraviglie, dove il melodic rock impera sovrano, guidato con sapienza e cura, maturità ed esperienza, da un musicista ricco oltretutto d’idee e di inventiva. Molta è infatti la freschezza di queste canzoni, sincere e sentite, dinamiche e mai banali, capaci – e senza, pressoché, soluzione di continuità – di attualizzare in maniera convincente e superba la tradizione e il suono dell’hard melodico di metà Ottanta / primi Novanta, al di là di mode e clichés. La line-up, oltre a Daniel (chitarre, basso, batteria e backing vocals) vede Massimiliano Sabbadini alle tastiere e Giacomo Rossi alla voce.
L’intimista e raccolta Prelude introduce la magnificenza sinfonica di The Place of My Heart – con filamenti barocchi di synth, che possono ricordarci gli Uriah Heep del periodo 1982-1985 – a cui fa seguito l’epica e sincopata title-track, altro grandissimo pezzo, mosso e vario, con arrangiamenti di elevata qualità. Colpisce del disco, infatti, anche l’estrema cura ed eleganza formale, con la melodia sempre sul trono, ed entusiasmanti inserti di keyboards, puntuali e ficcanti. Lo stesso discorso vale anche per le successive canzoni, con l’hard rock tastieristico sugli scudi in Black Heart, esempio di compatto e validissimo drama-rock. Higher Than Stars è un’altra gemma di luminosa bellezza, con atmosfere trascinanti e pompose ed un assolo di sintetizzatore breve ma da brividi. Una canzone che farebbe invidia al John Parr di St. Elmo’s Fire. Favolosa anche April, con bellissimi cori, dal flavour contagioso ed ammaliante. Più classicamente hard rock FM – un tempo l’AOR lo si chiamava anche così, ricordate? – On the Run, impreziosita, ancora da una volta, dai mirabili tocchi pomp-prog stile Asia degli esordi, e da un lavoro chitarristico impeccabile, che ne fa una autentica cavalcata, mentre Dawn For a Dreamer è sognante e malinconica, incantevole nelle sue scelte e soluzioni timbriche, perfetta incarnazione di ballad dal fascino eterno e dai suoni sospesi, impregnata di melodie potenti ed ottimamente costruita, oltretutto valorizzata da una voce che, qui come altrove, è commovente ed intensa nella sua splendida interpretazione, sostenuta da una soffusa e cangiante coda tastieristica. Il pezzo seguente, I Will Carry On, è una sorta di summa compositiva e stilistica del disco, connotata dall’incedere pomposo di un hard rock melodico e barocco nello stesso tempo, molto coinvolgente e epico: oltretutto, grande, anche in questo caso, il breve ma incisivo assolo di chitarra. Chiude Loud ‘n’ Proud, vero e proprio manifesto musicale del Daniel Gazzoli Project, più rocciosa ed enfatica, metallizzata e solenne, ennesima perla di un disco da favola, davvero senza difetti e da incorniciare, sotto ogni punto di vista. Welcome to Paradise.
Country: Italy
Label: Underground Symphony
Style: Melodic Hard Rock / AOR / Pomp Rock / Hard Prog / Melodic Metal
Top Song: Higher Than Stars




