Hard Rock
SINNER – Boom Bang Goodbye
Boom Bang Goodbye, pubblicato il 31 luglio 2026 da Reigning Phoenix Music, mette il punto sulla storia dei SINNER con un album che, invece di indulgere nella nostalgia, sceglie di celebrare 45 anni di carriera attraverso il linguaggio che Mat Sinner conosce meglio: heavy metal melodico, hard rock, grandi riff e ritornelli destinati a rimanere impressi. Se davvero questo sarà l’ultimo disco della band tedesca, è difficile immaginare un congedo più coerente con la sua identità.
La produzione, potente e cristallina, valorizza una scrittura essenziale ma mai banale, mentre il grande numero di ospiti trasforma il disco in una sorta di passerella dell’hard’n’heavy internazionale. Alla chitarra troviamo musicisti come Alex Scholpp, Jim Müller, Mathias Dieth e Magnus Karlsson, mentre dietro le pelli c’è Moritz Müller. Ma è soprattutto il reparto vocale a sorprendere, con Ronnie Romero, Michael Bormann, Michael Sadler, Björn “Speed” Strid, Erik Mårtensson, Renan Zonta e Sascha Krebs chiamati a interpretare le composizioni di Sinner.
L’apertura con Dreams Can Come True, cantata da Renan Zonta, introduce immediatamente il tono dell’album: positivo, melodico e costruito intorno a un ritornello che punta senza esitazioni all’immediatezza. Wait, affidata a Michael Bormann, spinge ancora di più sul versante AOR, con una melodia luminosa e un refrain che sembra uscito direttamente dalla grande stagione hard rock degli anni Ottanta. È uno di quei brani che non hanno bisogno di artifici per funzionare e, personalmente, trovo sia proprio questa semplicità una delle sue qualità migliori.
Il momento più intenso arriva con Leave It All Behind, uno dei tre pezzi interpretati da Ronnie Romero. La voce del cantante si adatta magnificamente al taglio melodico della composizione, conferendole una profondità che va oltre la classica power ballad. Anche All Night Long e Hellbreaker, affidate allo stesso vocalist, mostrano due sfaccettature differenti: più morbida la prima, più aggressiva la seconda.
Con Are You Ready, Björn “Speed” Strid dimostra invece quanto sia versatile il proprio registro. Il cantante dei Soilwork abbandona le coordinate più estreme della sua band per inserirsi perfettamente in un brano di melodic metal energico e diretto. Il risultato è uno degli episodi più convincenti della scaletta, grazie anche a una costruzione ritmica che evita di trasformare la canzone in un semplice esercizio nostalgico.
Turn The Page, interpretata da Michael Sadler, introduce una vena più drammatica e teatrale, mentre Born To Run, Road To Remember e Under The Moonlight proseguono il percorso alternando hard rock, heavy metal melodico e atmosfere più sentimentali. Non tutto raggiunge lo stesso livello, ma il disco mantiene una qualità media notevole e soprattutto non perde mai di vista la propria direzione.
Il finale con Power, affidata a Magnus Karlsson, è probabilmente la scelta più emblematica. Chitarre robuste, melodia ampia e un ritornello anthemico trasformano il brano in una sorta di dichiarazione conclusiva: non un addio malinconico, ma un ultimo gesto di orgoglio.
La vera forza di Boom Bang Goodbye sta quindi nel suo equilibrio. Mat Sinner non tenta di modernizzare artificialmente il proprio sound e non cerca improbabili svolte stilistiche per rendere il congedo più importante. Rimane fedele al proprio modo di scrivere, affidandosi a riff, hook melodici e strutture immediate. È una scelta che potrebbe sembrare conservatrice, ma in questo caso funziona perfettamente.
Personalmente, considero questo album uno dei lavori più riusciti dei SINNER degli ultimi anni, soprattutto perché riesce a essere celebrativo senza diventare autocelebrativo. L’ombra dell’addio è sempre presente, ma non soffoca le canzoni. Anzi, le rende ancora più significative: Leave It All Behind, Turn The Page e Road To Remember acquistano un peso particolare sapendo che potrebbero rappresentare davvero gli ultimi passi di una band fondamentale per il metal tedesco.
Se il sipario è davvero destinato a calare, Boom Bang Goodbye lascia i SINNER nel modo migliore possibile: con le chitarre al massimo, melodie forti e nessuna necessità di chiedere scusa per essere rimasti fedeli al proprio stile. Un addio, sì, ma suonato con il volume ancora decisamente alto.
Country: Germany
Label: Reigning Phoenix Music
Style: Melodic Heavy Metal / Hard Rock
Top Song: Leave It All Behind



