Recensioni
HELLOWEEN – Walls of Jericho: il manifesto del power metal che non invecchia mai
C’è un suono che non chiede permesso. Un suono che non bussa alla porta ma la sfonda a calci, carico di un’energia così grezza da sembrare sul punto di autodistruggersi. Questo suono ha un nome: “Walls of Jericho”, il primo, selvaggio urlo degli Helloween che il 18 novembre 1985 piantò il seme di ciò che sarebbe diventato il power metal.
Ascoltarlo oggi, a quasi quattro decenni di distanza, è un’esperienza che sorprende ancora. Non troverete la produzione lucida e l’epica maestosa dei “Keeper of the Seven Keys”, ma qualcosa di più prezioso: l’essenza primordiale di un’idea rivoluzionaria. Qui il “power” non è ancora una sinfonia di luci e colori, ma la forza bruta dello speed metal tedesco che si fonde con cori memorabili e una vena di pura fantasia.
La chitarra di Kai Hansen e Michael Weikath è una vera lotta corpo a corpo tra due lame affilate. I loro riff in “Ride the Sky” e “Metal Invaders” tagliano come coltelli, mentre gli assoli volano spesso al limite del controllo, carichi di un’energia quasi punk. E sopra a tutto questo, la voce di Hansen: non è “bella” in senso tecnico, ma è autentica come poche. È un urlo di battaglia, il grido del capitano che guida la carica dalla prima linea, perfetto per incarnare la rabbia giovane e la speranza di questo suono.
La ritmica di Markus Grosskopf al basso e Ingo Schwichtenberg alla batteria non è un semplice timekeeping: è un ariete che batte senza sosta contro le mura del metal convenzionale dell’epoca. E in tracce come “How Many Tears” o “Gorgar” si scopre l’altra anima del disco: la capacità di creare hook indimenticabili e groove cattivi, dimostrando che il mostro sotto il letto è, in fondo, un altro fan del metal.
“Walls of Jericho” non è ovviamente un album perfetto. È imperfetto, ed è proprio questo il suo fascino senza tempo. Ha le giunture a vista, la produzione volutamente grezza e un’entusiasmo così sovrabbondante da risultare contagioso.
Ma in quel caos controllato c’era già tutto il DNA del futuro: il blueprint per le suite epiche che sarebbero seguite, il coraggio di mescolare velocità thrash e melodie coraggiose, e soprattutto la dichiarazione di intenti di una band che non avrebbe chiesto il permesso a nessuno.
Questo disco è un rito di iniziazione. È il suono di un gruppo di giovani che, armati solo delle loro chitarre e di un’idea folle, decisero di cavalcare il cielo. E 39 anni dopo, mentre le mura di Gerico del metal sono ormai un ricordo lontano, quel volo non accenna ancora a fermarsi. Perché le fondamenta che gettarono quel giorno erano solide come l’acciaio e durature come le leggende.
Data di uscita: 18 novembre 1985
Genere:Speed Metal / Power Metal
Etichetta:Noise Records
Origine della band: Germania Ovest



