Recensioni
SHADOW OF SOUL – Metempsychosis
I calabresi Shadow of Soul sono una band piuttosto longeva, nel panorama metal nazionale. Nati nel 1998, hanno registrato il primo demo l’anno dopo (i quattro brani di Whisper, 1999), ed un secondo (Mystic) nel 2001: primi passi segnati da un’attività concertistica veramente intensa. Il debutto sulla lunga distanza è quindi venuto con Whisper From a Shadow (2003), a cui ha fatto seguito il mini-cd The Hidden Memories, tre anni più tardi, oltre ad altre esibizioni dal vivo, anche di spalla ai Vision Divine. Esce ora il loro secondo lavoro per Glory Hunter, divisione della Underground Symphony e il quintetto italiano – Francesco Valente alla voce, Carlo Capocasale al basso, Davide Monteleone e Alex Sestito alle chitarre, Alessandro D’Amico alla batteria – consolida adesso le proprie posizioni, con un CD di sette tracce inedite, molto ben suonate ed estremamente interessanti. Il gruppo prende le mosse da un sound che si rifà al metal, sia classico (e non senza azzeccatissimi tocchi prog), sia a quello più moderno ed attuale, puntando moltissimo su sulla potenza sonora e su temi introspettivi e coinvolgenti, a tratti non distanti da certo emocore più evoluto: non a caso, la band si chiama ombra dell’anima, e lo attestano i suggestivi testi. Il viaggio musicale rappresentato da Metempsychosis ha toni che appaiono spesso scuri – al pari della suggestiva copertina – e talora vengono in mente pure i Deftones più melodici. Evidente è il desiderio dei cinque calabresi di restare legati alla tradizione e al contempo di uscire in maniera voluta (e riuscita) da schemi troppo rigidi, sfuggendo a definizioni o inquadramenti precisi. Una certa varietà sonora è, infatti, la principale caratteristica del disco, con ottimi arrangiamenti, ed un buon lavoro in fase di songwriting. Senza mai perdersi in sterili e inutili virtuosismi le chiarre dipingono paesaggi heavy ma ariosi, con una voce pulita e graffiante al tempo stesso. Uguali solo a se stessi, gli Shadow of Soul si dimostrano capaci di scrivere pezzi complessi e accessibili contemporaneamente. Notevole è anche l’interplay fra i vari strumenti, sempre in saggio equilibrio tra di loro, nonché il missaggio e la produzione. Sempre più coesi, gli Shadow of Soul si candidano pertanto per un posto al sole, nello scenario metal odierno, italiano e non solo, unendo, in modo convincente, generi musicali anche diversi. Si tratta dunque di un prodotto di valore, che può piacere sia ai defenders e agli amanti del true metal meno monolitico, sia a chi possiede gusti molto più moderni ed aperti alle contaminazioni.
Country: Italy
Label: Glory Hunter / Underground Symphony
Style: Heavy Metal / Modern Metal / Progressive Metal
Top Song: Chains of the Free




