Recensioni
BLACKSTARS – BlackStars
Questo primo disco omonimo dei BlackStars ci riporta, come tante altre e validissime produzioni della nostrana Underground Symphony, al bel tempo che fu, in questo caso all’hard rock americano degli anni Ottanta. Non si tratta però, affatto, di una mera operazione nostalgia, anzi. Il quintetto – con Tony Pecere alla voce, Alberto Presotto alla chitarra e alle tastiere, Walter Soresina al basso, Max Adams alla chitarra e Folkert Beukers alla batteria – riporta nel presente (e ve n’era bisogno, assolutamente) la grande e mai estintasi eredità del miglior hair metal. Si parte con Dead Shots, un sostenuto e arioso inno melodic metal, che mette subito le carte in tavola, circa le coordinate sonore dell’album: un hard cromato, che può richiamare alla mente i Ratt, ottimamente arrangiato, elegante e potente. Si prosegue con le atmosfere epiche di Hot Blood, che alterna belle parti da power ballad a porzioni più rocciose, prima di esplodere in un coro anthemico che centra il bersaglio ed un assolo altrettanto apprezzabile. Nothing is Lost Forever – si potrebbe dire lo stesso dell’hair metal – ha un inizio di quelli che non si dimenticano, e si sviluppa, in maniera enfatica e pomposa, con bellissime linee vocali, massiccia nelle chitarre ed al contempo fluida e scorrevole. Molto coinvolgente Saints and Sinners, che ci riporta alla mente i Warrant e gli Shy, e rappresenta una efficacissima variante melodica dell’heavy più classico. Ottantiana al massimo livello è la veloce Love ‘n’ Affection, che incanterà gli amanti di Dokken e Def Leppard, White Lion e Brighton Rock. Qui come altrove nella melodia del ritornello si sfiora a tratti l’AOR più robusto. Welcome to the Show dimostrano quanto i synth possano giovare con il loro apporto al genere, in questo caso un power class metal alla Axel Rudi Pell / TNT. Chiude il lavoro – si tratta di un EP, di fatto – I Can’t Live Without You, ulteriore perla tra arena rock e metal melodico, adrenalinica e molto fresca, nel suo dinamismo. Forse proprio freschezza, compositiva ed esecutiva, è la parola chiave, per cogliere appieno struttura ed intarsi di questo avvincente debutto, valorizzato da una produzione di qualità e da una cover che evoca la Los Angeles anni Ottanta. L’unico ‘peccato’ è che i pezzi siano solo sette. Ma confidiamo che in futuro i BlackStars ci riservino altre piacevoli sorprese, dopo questo brillante e convincente inizio.
Country: Italy
Label: Underground Symphony
Style: Hair Metal / Hard Rock / Melodic Metal
Top Song: Nothing is Lost Forever



