Recensioni
TIERRAMYSTICA – Trinity
Ritornano a farsi sentire i brasiliani Tierramystica, a ben dodici anni di distanza dal loro precedente disco, Heirs of the Sun. Approdati su Elevate, i quattro di Porto Alegre – cioè Alexandre Tellini (chitarre, zampogna), Luciano Thumé (tastiere), Ricardo Chileno (voce, chitarra acustica, ocarina e strumenti tradizionali sudamericani) e Gui Antonioli (voce e percussioni) – firmano, con le dieci canzoni del nuovo album, Trinity, un graditissimo ritorno, a cavallo tra il folk metal e il power sinfonico. Tra l’altro, a differenza di altre band nord-europee, anche loro impegnate a fare incontrare la tradizione del power e quella del folk, i Tierramystica si confermano maestri, nell’apportare un notevole calore al sound, senza alcuna freddezza: un calore caratteristico e della loro terra e delle sue tradizioni musicali.
Fraseggi rocciosi e passaggi acustici si alternano, sapientemente, nei loro brani, giostrati e con maturità e con somma maestria, sul piano tanto compositivo, quanto strumentale. Awakening è un ottimo preludio di atmosfera, che apre le porte al power tastieristico di Chasky Way, mentre Raindancer, leggiadra e ammaliante nei suoi arpeggi acustici, introduce quello che forse – ma scegliere resta davvero difficile – è il brano migliore del lotto: lo speed melodico e solare, molto alla Angra, di Eldritch War. Molto più folk e tradizionale è Fly as One, intensa e coinvolgente. Segue, quindi, un altro pezzo grandioso, Cosmovision: un power trascinante e grandioso, reso ancora più evocativo dal recitato centrale, cui segue un assolo di chitarra mozzafiato, il tutto in un contesto molto melodico e sinfonico, con synth di struggente imponenza. Ancora folclore made in Brazil nella successiva Bedtime Stories, canzone di commovente ed epica bellezza: un altro vertice dell’album. Anche i brani restanti non sono di certo da meno, intrisi oltretutto come i precedenti di misticismo e spiritualità.
I Tierramystica sono infatti portatori di un’autentica religiosità ed il loro gusto melodico – così lirico, così originale – si sposa a un approccio stilistico che sa fondere in maniera armoniosa e senza soluzione di continuità mondi e culture. La tecnica è impeccabile al pari della produzione, ma a troneggiare è il calore umano di una potenza melodica personalissima, evidente tanto nei frangenti più mossi, quanto in quelli invece più acustici. Ne costituisce una notevolissima conferma anche la conclusiva Death Whistle, misteriosa e con tocchi alla Jethro Tull. Veramente un disco eccellente. Bentornati!
Country: Brazil
Label: Elevate
Style: Folk Metal / Power Metal
Top Song: Eldritch War



