Doom Metal
CASTLE – Carrie Chains
Tornano a farsi sentire i nord-americani Castle, autori come sempre di un apprezzabile heavy doom, di scuola tradizionale. Il duo, avente base tra San Francisco e Toronto, costituito da Mat Davis alle chitarre, Elizabeth Blackwell alla voce e al basso e Mike Cotton alla batteria, si è formato nel 2009 e, con questo settimo lavoro, in quindici anni, contrassegnati anche da una intensissima attività live, in tutto il mondo, conferma la statura di band di punta, per chi ama sonorità sabbathiane, stile primi Judas Priest-Candlemass. Non mancano in questi otto brani neanche tocchi dark alla Danzig nonché richiami a certo speed di marca Motorhead e Anvil, il che contribuisce a velocizzare e a ravvivare la proposta artistica nel suo insieme.
Il nuovo Castle esplora dunque molte sfumature di nero in musica, con testi e liriche ispirate – non a caso – all’occultismo, alla tradizione ermetica, alla demonologia e all’arte alchemica del passato. I riff sono epici e stentorei, cadenzati e solenni, come vuole il genere, di scuola molto statunitense (si vedano qui Obsessed, Pentagram, Goatsnake, The Sword). Non manca peraltro una vena melodica e un legame anche forte con l’hard rock classico. Ogni brano è ben costruito, potente e anthemico, dal marcato legame con la storia settantiana ed ottantiana del genere (non dimentichiamo mai i seminali Cirith Ungol, mai troppo lodati e ricordati: un punto di riferimento ancora oggi, per numerose band, come gli stessi Castle dimostrano appieno).
Registrato a Vancouver, Carrie Chains combina furia sonora e ambientazioni sepolcrali. Si tratta di un disco che piacerà molto a chi ama nn solo l’epic doom, ma anche quell’occult rock che, ormai da oltre un decennio buono, si è imposto all’attenzione della critica. In trentacinque minuti di musica, infatti, anche grazie all’unione di voce femminile (assai evocativa) e rimandi alle scienze occulte, i temi di questo nuovo Castle incrociano con frutto i percorsi sonori di Lucifer, Blood Ceremony, Jex Thoth, Black Moth, Witch Mountain, Sabbath Assembly, Venemous Maximus, Seamount e Demon Lung, Ma Carrie Chains è anche altro: certi frangenti stoner possono rammentare Wretch e Striga, mentre altri memori della NWOBHM incanteranno chi apprezza i Witchiynder General del mitico e mai dimenticato Death Penalty. Il resto lo fa un heavy classico che, sposato alla eredità doom fra gli altri da Argus e Christian Mistress, è sempre più sugli scudi.
Country: USA / Canada
Genere: Doom Metal
Label: Hammerheart
Top Song: Goat Vision




