Recensioni
WITCHUNTERS – Different Universe
Una parte davvero importante di storia del metal italiano: questo sono i modenesi Witchunters. Nati nel 1982, mentre nel Regno Unito imperversava la NWOBHM, non per nulla grandi ammiratori dei britannici Tygers of Pan Tang, i Witchunters hanno debuttato, su compact, con …and It’s Storming Outside, per la Underground Symphony, nel 1994, la medesima etichetta che trent’anni dopo ha poi pubblicato il disco del loro ritorno, il nuovo e bellissimo Time Is Running. Vede adesso la luce e sempre su Underground Symphony il leggendario Different Universe, di fatto secondo lavoro della band di Modena, inciso nel 1997, e ora completamente rimasterizzato, con una stupenda copertina e grafica interna. L’edizione è in doppio CD digipack, con per l’appunto l’album e, sul secondo disco, intitolato More Than a Demos Anthology, una raccolta di rarità registrate tra il 1985 e il 1999.
Iniziamo da Different Universe: allora, la line up della band comprendeva lo storico fondatore – il solo della formazione originaria ancora presente oggi – Cesare Vaccari alla batteria, Renzo Dinozzi alle chitarre, Stefano Adani alla voce e Fabrizio ‘Butcher’ Vecchi al basso, supportati da ospiti quali Davide Guastaloca (alle tastiere) e Federica DeBoni, dei White Skull (ai cori). Different Universe è fortemente ispirato alla migliore fantascienza, sul piano lirico e non soltanto: l’intro tecnologico di Welcome to Darkness Town apre le porte ad una traccia, potente e veloce, dinamica ed oscura, che va poi – combinata con i brani 7 e 8 della scaletta, vale a dire le entusiasmanti e spettacolari One of These Mornings e …Can’t Stop the Rain – a formare una sorta di concept, a tema fantascientifico (nella prossima intervista al gruppo la cosa verrà poi più diffusamente illustrata). Il meglio, peraltro, viene forse ancora dopo, con brani magnifici, di metal puro ed incontaminato, moderno e fedele alla tradizione, nello stesso tempo: il metal dei Witchunters era – ed è – veloce e melodico, cangiante e roccioso, ricchissimo di sfaccettature, e stratificato nelle soluzioni, come dimostrano i sette minuti del brano iniziale, ed ancora di più i pezzi seguenti, ossia In These Times, la lunga e stupenda The Way of My Dream – con una introduzione pianistica mozzafiato ed azzeccatissimi inserti di synth, davvero nostalgici ed anni Ottanta – e la vagamente maideniana Feeling. Tante, tantissime sono le idee, tra assoli incisivi e una sezione ritmica impeccabile e protagonista, al pari della chitarra. Segue la maestosa e malinconica – nonché epica e cadenzata – The Sleepwalker. Decisamente avvincente è lo speed metal elaborato e costruito di My Shadow e Call Me Again, così come il concentrato di potenza, tecnica e melodia della complessa e variegata Pictures of My Life, mentre Shadow of the Rainbow è una versione riproposta e riarrangiata della canzone che apparve sui due demo tapes del 1986 e del 1988, rispettivamente. I pezzi sono quasi sempre molto lunghi – diversi si aggirano sui sette minuti, ed oltre – ed in generale Different Universe offre molteplici variazioni compositive e sonore, con una marcata attenzione per le scelte timbriche, per un verso legate, con giusto orgoglio, alla tradizione del true metal ma congiuntamente attuali e apprezzabilissime.
Il secondo CD è molto più, come annunciato giustamente sin dal titolo, che una collezione antologica, e presenta songs che sono autentiche chicche, e dall’alto valore storico: fra le altre, una prima versione di Shadow of the Rainbow, quella Doomsday che diede il titolo, nel 1988, al terzo demo dei Witchunters, Possessed (comparsa, anche, sulla compilation The Italian Rock Invasion, nel 1987), Deadly News (uscita nel 1989, su un’altra compilation, Surgery of the Power), e la strumentale Witchunters (contenuta, nel 1986, sul primo demo tape del gruppo, Tales of Witchunters) ed altro materiale ancora, di notevole interesse. Un secondo compact, in definitiva, che arricchisce, ancora di più, una pubblicazione di elevato livello qualitativo e spessore artistico: un giusto premio alla determinazione e alla tenacia di Vaccari e compagni: questo doppio cd non rappresenta infatti solamente l’attestazione di un ritorno in gran stile, per i Witchunters, ma conferma, altresì, il gruppo emiliano come una colonna portante e fondativa della scena hard ‘n’ heavy nostrana.
Country: Italy
Label: Underground Symphony
Style: Heavy Metal
Top Song: The Way of My Dream



