Recensioni
VOIVOD – Symphonique
Il metal dei Voivod è sempre stato molto più che metal, qualcosa d’altro e di personale, originale ed assai creativo, nel panorama musicale degli ultimi quattro decenni, non solo nord-americano. Partiti da uno sperimentale e futuristico incrocio di crust-punk e thrash-noise, i canadesi, in particolare dal seminale capolavoro Killing Technology (1987) in poi, hanno realizzato numerosi masterpiece dalla elevatissima qualità e dal rimarchevole spessore. A tutti gli effetti, sono stati i progenitori e del post metal e dello stesso progressive metal: un progressive metal oscuro ed alieno, fantascientifico e dai tratti siderali, non senza entusiasmanti ed intelligenti rielaborazioni dello space rock hawkwindiano e pinkfloydiano (genere del resto amatissimo ed apertamente omaggiato, da Away e soci). Naturale, quindi, che la musica dei Voivod – che non somiglia a quella di nessun altro gruppo, e infatti è stata la meno imitata, in ambito metal, da altre band – si presti e non certo solo da oggi a venire risuonata in chiave sinfonico-orchestrale. E’ quanto non casualmente accade con questo magnifico nuovo CD, il loro ventunesimo in carriera per l’esattezza. Si tratta di uno speciale disco, dal vivo, realizzato dai Voivod in collaborazione con la Québec Symphony Orchestra. Dodici classici del combo canadese vengono, per l’occasione, mirabilmente riarrangiati e presentati in una nuova veste, sino a costituire una vera e propria epica cinematografica, attestando quanto quella dei Voivod sia autentica musica per immagini, dal marcato impatto cromatico. A differenza di altri live di band metal con orchestra, in questo caso, il sinfonismo dell’esecuzione palesa e riconferma le caratteristiche pionieristiche – si diceva: fantascientifiche e futuristiche, in senso sovente distopico – dell’arte voivodiana. La scaletta è stata del resto curata, in maniera attenta ed accuratissima, con il meglio della loro produzione, e di certo con quei pezzi che più si adattavano a tale (neanche minimamente forzato) riadattamento. Chi ama i Voivod e la loro musica – lo ripetiamo: quasi da sempre ‘progressiva’ per idee, arrangiamenti e tematiche di ambientazione sonora – può così apprezzare oltre settanta minuti di metal sinfonico e sperimentale, registrati live il 4 giugno 2025, al Grand Théâtre di Québec City, in Canada. Superbe e sontuose sono le nuove versioni di Into my Hypercube, Cosmic Drama, Pre-Ignition, Astronomy Domine dei Floyd, Nuclear War, The End of Domnancy, The Unknown Knows, e nella fattispecie il cavallo di battaglia (un vero manifesto musicale) Forgotten in Space. L’album rappresenta, per i Voivod, il coronamento di un sogno, a lungo inseguito: l’ideale colonna sonora, per un immaginario film di science fiction, quella più cupa e lovecraftianamente onirica. L’universo voivodiano pertanto si amplia, in modo ancora ulteriore rispetto al passato, con questo imperdibile capolavoro sinfonico, orchestrato e diretto dal maestro Hugo Begin: un viaggio musicale, a cavallo tra metal e classica. I maestri dello speed-thrash canadese – insieme a Sacrifice, Razor ed Annihilator, questi ultimi anche loro sempre molto progressivi – ci svelano quindi un nuovo volto del proprio stile. Un volto, in ogni caso, contiguo al loro illustre passato, remoto e prossimo. Uno sviluppo, un completamento. Album assolutamente da avere, senza remore o indugi di sorta.
Country: Canada
Label: Century Media
Style: Orchestral Progressive Metal / Symphonic Metal
Top Song: Forgotten in Space




