Recensioni
VISION DIVINE – A Clockwork Reverie
Un succoso antipasto. Con questa frase si può sintetizzare il ritorno sulle scene dei “nuovi” Vision Divine con l’EP “A Clockwork Reverie”. Sono passati solo due anni da ” Blood and Angels’ Tears”, ma sembra ormai un’eternità, come spesso accade nel mondo della musica. La rivoluzione in seno alla band del mastermind Olaf Thorsen, con gli addii burrascosi (e fin troppo chiacchierati) di Lucatti e Giannini, ha di fatto riportato all’ovile Michele Luppi dietro al microfono e Oleg Smirnoff ai tasti d’avorio. Un ritorno al passato, se vogliamo, a lungo bramato da alcuni fan della band, che ha ovviamente riacceso la curiosità attorno alla metal band toscana.
I nostri, per potersi rimettere in pista in fretta e non perdere il treno dei festival estivi, sono tornati sulle scene con un EP che contiene 3 nuovi pezzi con la nuova formazione e 3 brani mitici della discografia dei Vision Divine. Ci concentreremo ovviamente sulla nuova musica, che mette in mostra una band in forma smagliante, che sembra essere tornata indietro nel tempo con la Delorean di Ritorno al Futuro. Intendiamoci, le nuove song non sono hit fenomenali, ma mettono in mostra un sound comunque fresco, un Luppi come sempre calato perfettamente nella parte, supportato da musicisti di caratura internazionale. La title track è una melodic prog song in cui i synth di Smirnoff spalancano le porte al riffing di Thorsen, sui cui si staglia la voce limpida del frontman, cosi come il primo singolo “18 (It Feels like Heaven) ” strizza l’occhio all’AOR, ma non rinuncia al carattere e alla potenza ritmica.
In attesa di vederli presto on stage, ci godiamo questo ritorno sulle scene dei Vision Divine. “A Clockwork Reverie” non è un must have su support fisico, ma sicuramente le nuove canzoni gireranno spesso nelle orecchie dei fan del metal di classe, arricchito da parti strumentali a 5 stelle.
Country: Italy
Label: Scarlet Records
Style: Melodic Metal
Top Song: Andromeda
Top Album: Stream of Consciousness




