Recensioni
VINTERSORG – Vattenkrafternas Spel
Dopo otto anni di silenzio discografico, i Vintersorg tornano con il loro undicesimo album in studio, Vattenkrafternas Spel, riaffermando la loro identità sonora tra folk metal, black melodico, inflessioni progressive e suggestioni nordiche. Un ritorno che, pur con alcune imperfezioni, dimostra che il progetto di Andreas Hedlund ha ancora molto da dire, soprattutto quando si tratta di evocare natura, mitologia e introspezione con una forza musicale che è tanto istintiva quanto intellettuale.
Il disco si presenta come un viaggio mitico, un vascello nordico spinto dalle forze primordiali dell’acqua – elemento centrale sia nella poetica del titolo che nella struttura musicale. Ogni brano appare come una corrente diversa: a volte turbolenta e imprevedibile, altre calma e riflessiva. Il tutto è permeato da un senso di meraviglia verso la natura e da un’elegante malinconia che Hedlund riesce a trasmettere con la sua inconfondibile voce, ancora oggi tra le più espressive del panorama metal scandinavo.
Brani come l’epico opener “Efter Dis Kommer Dimma”, la lirica “Störtsjö” e la dinamica “Malströmsbrus” offrono alcuni dei momenti migliori dell’album, dove melodie toccanti e orchestrazioni raffinate si fondono con riff taglienti e impeti black metal. In “Kraftkällan” la band gioca con maggiore immediatezza, mentre in “Skyrök” si muove su territori più contemplativi, senza perdere l’equilibrio complessivo dell’opera.
La voce di Andreas Hedlund occupa un ruolo centrale nell’architettura sonora dell’album, imponendosi con forza espressiva e una presenza che guida l’ascoltatore lungo l’intero percorso. Il mix enfatizza chiaramente la componente vocale, portandola in primo piano anche nei passaggi più densi e stratificati. Questa scelta dà risalto all’intensità interpretativa di Hedlund, soprattutto nei momenti in cui voci pulite, urla, orchestrazioni e chitarre si intrecciano in una trama ricca e carica di pathos. In alcuni frangenti, questa vocalità dominante diventa il fulcro emotivo attorno a cui ruotano le altre componenti musicali, lasciando che l’impatto narrativo prenda il sopravvento sull’equilibrio strumentale.
Vattenkrafternas Spel non manca di fascino. È un lavoro ispirato, con una narrazione musicale che richiama gli elementi della natura come forze vive, a tratti spietate, a tratti contemplative. Il ritorno al cantato in svedese amplifica questa mistica connessione, donando autenticità all’esperienza e rendendo quasi superflua la comprensione letterale dei testi. Si ascolta con l’intuizione, più che con l’analisi.
Chi si aspetta un nuovo classico forse rimarrà deluso: l’album non ha brani che scuotono le montagne o ridefiniscono il genere. Tuttavia, Vattenkrafternas Spel si impone come un’opera matura, fedele allo spirito dei Vintersorg ma aggiornata con una sensibilità più contemporanea. È un disco che preferisce la coerenza alla sorpresa, l’atmosfera all’aggressione, la riflessione all’esibizione.
I Vintersorg non cercano di reinventarsi, ma di riaffermare ciò che sono: un faro nel vasto mare del metal scandinavo, capace di fondere epicità e poesia, tecnica e emozione, con un’impronta che rimane unica anche quando non è perfetta.
Country: Sweden
Label: Hammerheart Records
Style: Folk/Black Metal
Top Song: Störtsjö




