Recensioni
SALVO VECCHIO – Astra
Ottimo chitarrista e brillante compositore piemontese, fondatore degli Ivory – il cui bellissimo Alien Nation, tra power epico e prog tinteggiato di aromi fantasy, è uscito, tre anni fa, per la Underground Symphony – Salvo Vecchio possiede, da sempre, un tocco riconoscibile e tutto suo, senz’altro tra le figure più in vista della attuale scena rock / metal tricolore, collaboratore di vari musicisti italiani di riferimento, a livello nazionale. Solo un paio di anni fa, il musicista di Torino ha fondato gli Shady Lane (con il bassista degli Ivory Luca Bernazzi), eccellente progetto di prog metal melodico, che ha debuttato, nel 2025, su Underground Symphony con There and Back, concept album contraddistinto da influenze derivanti tanto dai Dream Theater quanto dai Queensryche, missato e masterizzato agli Elnor Studios, da Mat Stancioiu. Ora, questo nuovo album strumentale segna l’esordio da solista del chitarrista torinese e vede la luce per la Virtuoso Records, divisione della romana Elevate, creata da Pino Magliani, appositamente, per valorizzare il lavoro dei chitarristi, promuovendo, distribuendo e pubblicando artisti della scena rock e metal, sia italiana, sia internazionale. Diciamo subito, anche al fine di sgombrare il campo da eventuali equivoci, che il virtuosismo di Salvo Vecchio rimanda solo in parte alla tradizione, soprattutto ottantiana, dello shredding e della vecchia quanto gloriosa scuola Shrapnel. Mai fine a se stesso, e pure facendo ricorso a mirabili passaggi e fraseggi, specie nei brani più tirati, usando tecniche esecutive complesse ed avanzate, da vero maestro della chitarra solista, il disco di Vecchio parla con il cuore e non soltanto con la testa, dando corpo a un affascinante e ricco caleidoscopio di emozioni strumentali, senza alcun rischio di auto-referenzialità ed ammaliando, più volte, l’ascoltatore con una sapiente alternanza di hard rock melodico classico e atmosfere pregnanti quanto sospese: le due anime di questo album strumentale in cui la chitarra è la sola protagonista. A mezzo di essa, Salvo esplora le idee di spazio e profondità, riempiendo con eleganza e stile il primo attraverso la densità materica del suono. Pertanto, l’approccio è assai coerente, alternando e unendo, nelle nove composizioni complessive del disco, momenti di intensità rock ed aperture atmosferiche, ogni volta con un notevolissimo e personale gusto melodico. Astra crea e ricrea suoni in libertà, con la scrittura musicale che – come prima si diceva – pone ogni volta al centro sentimenti ed emozioni, e non l’assolo funambolico, che lascerebbe solo a bocca aperta. A tratti, può venire in mente il Joe Satriani più melodico ed intimista. I pezzi sono tutti abbastanza brevi – nessuno supera i sei minuti – ed anche questo, oltre naturalmente alle tante e belle idee, messe in musica, contribuisce a fare sì che essi non ci stanchino mai. Il resto lo fa il mix di solidità tecnica e riconoscibilità melodica, che si sposano e in maniera egregia. Un lavoro, quindi, rivolto soprattutto agli amanti ed appassionati di chitarra, ma in realtà accessibile, e rivolto a chiunque ami la bella musica, quella che incarna la pace dell’anima e il dinamismo dell’esistenza insieme.
Country: Italy
Label: Virtuoso Records – Elevate
Style: Instrumental Rock
Top Song: Viviana




