Recensioni
SABATON – Legends
Dopo tanti anni di carriera (26), tanti dischi pubblicati (11), tanto successo, i Sabaton sono riusciti a cambiare solo la label. Il resto è rimasto tutto uguale, nell’immobilismo più totale. Del resto, squadra che vince non si cambia, quindi come possiamo biasimare la power metal band svedese, ormai da tempo in vetta alle classifiche di gradimento di tutto il globo? Però, proprio perchè si parla di un gruppo con un gran numero di fan e fedelissimi, che difficilmente abbandonerebbero i propri beniamini, non vediamo perchè Joakim Broden e soci non possano rischiare un piccolo cambio di rotta ogni tanto. Per carità, non si chiede certo ad una band che ha fatto del power boombastico, battagliero ed orecchiabile, di trasformarsi di punto in bianco in un act progressive metal, però presentare ogni volta delle song carta – carbone di quelle precedenti, si corre il rischio di stancare anche il pubblico più assiduo.
“Legends”, nuovo capitolo della discografia battagliera dei nostri e prima uscita per l’etichetta americana Better Noise Records (specializzata invero nel rock con tutte le sue contaminazioni), non fa eccezione e si rifà al proprio predecessore “The War to End all Wars”, che era legato a doppio filo con “The Great War”, che a sua volta si rifaceva smaccatamente a “Last Stand”. E potremmo andare a ritroso come nella famosa “Alla fiera dell’est ” di Branduardiana memoria, al momento in cui il Sabaton – sound ha trovato la quadra ed ha decretato il successo della band. Il nuovo nato contiene 10 pezzi di power metal eroico, epico, boombastico, per 35 minuti di durata, a conferma di un lavoro che punta tutto sull’impatto ed in cui la forma canzone è il più snello possibile. Già i singoli usciti ad anticipare il CD ci avevano fatto comprendere l’antifona, che è sublimata all’ascolto dell’opener “Templars“, con un incidere terremotante, ma scanzonato. I tempi non sono mai velocissimi, ma si stabilizzano su up tempo in cui i cori possono esplodere nei refrain, come in “A Tiger Among Dragons“, arricchita di parti sinfoniche. Ecco, se proprio vogliamo trovare una piccola (ma proprio piccola) innovazione in questo disco, possiamo ritrovare passaggi maggiormente orchesatrali rispetto al passato, per caricare pathos ed enfasi, come in “The Duelist”.
Nel complesso, però, il nuovo Sabaton suona abbastanza moscio. Il videoclip di “I, Emeperor“, dove la band si diverte ad inscenare battaglie con i soldatini è la fotografia di questo album: hai voglia a vestirti di tutto punto pronto all’assalto, se poi le armi sono giocattolo e le munizioni sono a salve. Ed è questa l’atmosfera di tutti i pezzi, che sono messi lì per ruggire ed esplodere, ma, a conti fatti, hanno l’effetto di un petardo su un campo di battaglia.
Country: Sweden
Style: Power metal
Label: Better Noise Records
Top Song: Impaler
Top Album: The Art of War




