Recensioni
PHANTOM – Not Midnight Yet
Vari demo-tapes, diversi singoli, uno split e due mini (di cui uno dal vivo), una raccolta e tre dischi: non v’è dubbio che, per quanto nati solo sei anni fa, i messicani Phantom si siano finora dati da fare. Il quartetto di Guadalajara – composto da Harel Q. (alle chitarre), Raìr Tavizòn (al basso) e J.P. Alatorre (batteria, già Altars of Madness) – giunge con i dodici brani di questo Not Midnight Yet al terzo full-lenght, il secondo consecutivo per la High Roller. Siamo, ancora una volta, in presenza di uno speed-thrash primevo e molto legato a sound e tradizione metallica dei primi anni Ottanta, con echi potenti e percepibili di Razor, Slayer, Kreator, Sodom, Whiplash e Sepultura, nonché con vari accenni a NWOBHM e primo black, quindi dalle parti di Venom, Midnight e Toxic Holocaust. Un approccio nel complesso non dissimile quindi da quello dei tedeschi Vulture. Nondimeno i Phantom hanno saputo crescere e maturare rispetto ai più diretti (anche troppo) due album precedenti e – pur non mancando le suddette caratteristiche musicali, improntate alla velocità e ad una ruvida asprezza sonora, con tematiche dark-horror trattate nei testi ed esplicitate altresì dalla copertina – le canzoni, per quanto molto dure ed abbastanza immediate, risultano essere più costruite che in passato. Pure colate di lava, con sugli scudi pezzi quali Out of the Mausoleum, Dracula’s Curse, Morgenstern / Iron Strike, la title-track, la cupa ed oscura Sepulchral Majesty e l’epica e battagliera Echoes from the Fights, per quasi un’ora di musica. Musica davvero molto buona, per gli amanti del genere, non senza ricordarci quanto il thrash debba, storicamente, allo speed metal e all’heavy classico dei primi Eighties. I pezzi sono più dinamici e meglio prodotti che in precedenza, persino più tecnici in molti punti di questo nuovo materiale: un metal vecchia scuola, insomma, qua e là screziato di hardcore e di punk inglese. L’assalto sonoro viene condotto dai quattro messicani senza rallentamenti e tramite riff aggressivi, talora con velate aperture più power e strutture maggiormente complesse, come nella bella Dracula’s Curse. Anche The Pale Remains of Time rivela trame ambiziose e più melodiche, con un interludio chitarristico dai tocchi quasi prog. Il resto lo fa un orgoglioso spirito da metal old school, la cui fierezza identitaria riscuoterà senz’altro l’apprezzamento di defenders e true metallers legati al classico heavy anglo-americano del bel tempo che fu. Questo Not Midnight Yet, certamente con atmosfere più ariose ed evolute dei due capitoli precedenti, è un ottimo ed avvincente disco, tra i migliori del suo genere in questi ultimi anni, fresco e molto trascinante.
Country: Mexico
Label: High Roller
Style: Speed / Thrash Metal
Top Song: Morgenstern / Iron Strike




