Recensioni
PERPETUAL RAGE – The Beginning
Ritornano a farsi sentire i finlandesi Perpetual Rage, giunti al quarto disco. Il quartetto si conferma, ancora una volta, portavoce di un metal vecchia scuola, strutturato in forma relativamente semplice, ma al tempo stesso ben costruito ed avvincente nelle soluzioni. Questo The Beginning offre un buon concentrato di power anni Ottanta, molto energico, e screziato qua e là da inserti prog metal ed hard rock, di matrice settantiana. Tutto insomma all’insegna della tradizione più pura, anche se il titolo fa riferimento a quello che dovrebbe essere, per la band nord-europea, una sorta di nuovo inizio. Sono, infatti, cambiati rispetto a cinque anni fa cantante e batterista: il motivo per il quale il gruppo fa una dichiarazione di rinascita artistica. Molto vari, forse persino più della proposta musicale, sono i testi (che per un verso trattano temi fantascientifici ed horror, e, per un altro, di guerra e lati malinconici dell’esistenza).
Non siamo, probabilmente, al livello del disco migliore della gruppo finnico – vale a dire il terzo lavoro, Flames From Below, che uscì, per Underground Symphony, nel 2020 – tuttavia brani come l’opener My Angels Breathing Fire, Void of Unlight, Illusion of Time, The Hadal Zone e Wild Things Die Last (un vero manifesto, e sonoro e lirico) colpiscono nel segno. L’impatto è forse, rispetto ad un lustro fa, più oscuro – si ascoltino Hellborn e Shivers the Spine – come conferma, del resto, anche la copertina scelta.
La materia sonora si è fatta un poco più densa e pure maggiormente melodica, con una inappuntabile precisione esecutiva nelle parti più pesanti ed aggressive. Restano i cori anthemici e una discreta personalità, nel tentativo di fare evolvere l’identità del combo nordico, senza cedere a compromessi. Nella maggior parte dei casi i pezzi hanno un ottimo impatto, dinamici anche e soprattutto in sede di drumming. Peraltro, dal punto di vista stilistico non si può parlare sino in fondo di una nuova direzione artistica: i Perpetual Rage continuano a fare, con questi dieci pezzi, quello che hanno, in sostanza, sempre fatto. Il seguito è in patria assai buono e fedele, ed auguriamo al gruppo di continuare a maturare, superando in notorietà i confini nazionali.
Country: Finland
Label: self-producted
Style: heavy metal / power metal / prog metal / hard rock
Top Song: Hellborn



