Recensioni
Obscure Obsession – Eternal Solitude
C’è una luce anche nel buio ed attraverso di esso. Può essere anche questa osservazione la chiave di lettura forse più giusta e utile, per approcciare un disco come il presente esordio sulla lunga distanza degli Obscure Obsession. A cinque anni da Obsessions and Solitudes, il mini cd di quattro pezzi – uno dei quali, Aurora, ripreso in questa nuova sede – con cui aveva fatto la sua prima comparsa, il gruppo trevigiano firma, con i tredici brani di questo Eternal Solitude, il suo debutto per la Glory Hunter, sotto-etichetta di Underground Symphony. Nati all’inizio del 2019, e schierati con alla voce Luca Libera, alle chitarre Frank Fornasiero ed Ido Evome (ex Mindcrushers), al basso Ale Spagnol (ex Qupram), e alla batteria Zoran Novkovic, gli Obscure Obsession raccontano la solitudine, da più angolazioni e secondo varie sfaccettature: temi profondi sul piano lirico, e non usuali in ambito true metal, ottimamente supportati poi, sul piano musicale, da sonorità heavy molto classiche, con riff di scuola vagamente inglese (Samson ed Angel Witch).
Il genere è pertanto, come confermano sound e soprattutto produzione, un dark metal che attinge, soprattutto, agli anni Novanta – possono in parte venire in mente certe cose degli svedesi Candlemass – e in misura minore, appena più velatamente, al doom anni Ottanta. I diversi pezzi – su tutti, Condemned to Eternal Solitude, le due parti di Returning to Me, la mini-suite in tre atti Stolen, la title-track, See Your Blood in My Hand ed in particolare l’evocativa The Dark and the Wicked – sono tutti giostrati sulla sapiente alternanza di suggestivi momenti articolati ed atmosferici e riff metal alquanto tradizionali, e volutamente retro, sul fronte tanto dell’ispirazione quanto esecutivo.
Rispetto inoltre al primo EP, la band di Treviso è indubbiamente più matura e solida, con belle idee, e la sensazione di poter ulteriormente crescere, in prospettiva. Molta bella davvero la copertina, che può far venire in mente la carcerazione del Conte di Montecristo, nel capolavoro di Dumas: una cover decisamente in linea con le tematiche del disco, malinconiche, cadenzate ed oscure, con arpeggi ipnotici e passaggi sabbathiani, giochi di riverberi e muri sonori, ora stentorei ora più dinamici.
Un gran bell’album questo Eternal Solitude, da parte di una band certamente da seguire con la dovuta e giusta attenzione.
Country: Italy
Label: Glory Hunter Records / Underground Symphony
Style: Heavy Metal / Dark Metal
Top Song: The Dark and the Wicked



