Recensioni
NUMENOR – Runes of Power
Sin dalla fine degli anni Novanta, si aveva la sensazione che l’universo dell’epic-power e quello del black metal più sinfonico potessero avere qualcosa in comune e dialogare quindi fra di loro. Quel qualcosa era ed è la fascinazione verso gli scenari della fantasy, ed in particolare della dark fantasy: alla letteratura di Tolkien si sono, non a caso, rifatte ed ispirate moltissime band, tanto nell’ambito del metal classico, quanto in quello delle correnti più estreme (un nome su tutti rimangono gli austriaci Summoning, capaci di far interagire senza soluzione di continuità entrambi i mondi musicali). Una conferma di ciò, dal 2009 (l’anno della loro formazione, dalle ceneri di Franconian Forest e di Esgaroth) è rappresentata, altresì, dai Nùmenor. Il quartetto di Belgrado prende il proprio nome dall’Isola a cinque punte, data ai Dúnedain, negli scritti tolkieniani, soprattutto in quelli ambientati nella Seconda Era della Terra di Mezzo: un’era oscura, alla quale fanno cenno pochi squarci, sulle pagine del Signore degli Anelli e nelle sue appendici, laddove si intravedeva la forgiatura degli Anelli del Potere, la costruzione di Barad-dùr e l’ascesa di Sauron. Quella cronaca, dalla quale i Nùmenor hanno preso il nome e che da loro è stata trasposta in musica, attraverso più lavori (siamo già arrivati oggi al sesto album in studio), si trova ritratta in maniera più completa ed approfondita nel Silmarillion (per approfondire l’argomento nel suo complesso ed in riferimento al nesso musica-letteratura, si legga lo splendido libro di Stefano Giorgianni, J.R.R. Tolkien signore del metallo. L’immaginario tolkieniano nel panorama heavy metal dal black al power, Tsunami, 2016).
I Nùmenor, con questo loro nuovo disco, si confermano una band quasi unica nel proprio genere, a metà strada fra tradizione black-death di partenza e un epic metal ispirato alla fantasy appunto tolkieniana, alfieri di un epic / black sinfonico, dal grande respiro e dalla potente forza immaginifica. La musica è per loro, pressoché da sempre, una rappresentazione artistica della sword and sorcery (il titolo, fra l’altro, del loro secondo album, un inno al power sinfonico più nero ed oscuro). Da sempre, i loro album si rivelano vere e proprie cronache musicali da altri regni, quelli come detto raccontati dalla fantasy. I legami con il power metal tedesco e nordeuropeo – quello di Sabaton e Morgana Lefay, ad esempio – sono anche questa volta marcati e palesi, sposati ora alle sonorità del death melodico più epico ed atmosferico.
Runes of Power esce su Elevate, come i precedenti due dischi del gruppo serbo (Draconian Age del 2021, e Tales From the Edge of Time del 2023). Questa volta, l’ispirazione guarda non solamente al prediletto Tolkien, ma, altresì, al grande Michael Moorcock. Non è la prima volta che lo scrittore inglese, l’autore – fra gli altri – del grandioso e celebre Ciclo di Elric, ispira band e musicisti (non si possono, al riguardo, dimenticare Hawkwind, Blue Oyster Cult, Domine, Hawkmoonmor, Wicked Angel, Gates of Londra, Sacred Outcry, Skelator, Fhoi Myore, Sacramentum, Stormbringer, Stealer of Souls). I Nùmenor però rileggono Moorcock in termini personali e creativi, guardando specie alla poetica del Campione Eterno, calata in musica attraverso undici canzoni molto evocative e di grandissimo fascino, oltretutto con ospiti di pregio (membri di Blind Guardian, Demons and Wizards, Therion, Twilight Force e Orthodox Celts).
Brani come Arioch (il duca dell’Inferno, nella cosmologia nera di Elric), Tanelorn (la città che resiste al tempo, insieme fuori del mondo e dentro di esso, dove i guerrieri possono finalmente ritrovare la pace), Stormbringer (la nera spada di Elric, che gli da forza e si nutre delle anime di chi uccide) sono soltanto i vertici di un lotto di canzoni strepitose (si ascoltino anche le magnifiche Bewitched Seas, Stronghold o la conclusiva Dragon of Erebor), che paiono spostare l’equilibrio sonoro della band, un mirabile mix di metal epico e tradizionale e di death melodico di alta scuola, a favore di un power aggressivo e barocco (fondamentale come sempre il lavoro delle tastiere), che guarda oggi specie ai Blind Guardian di Nightfall in Middle Earth, ai Rhapsody e ai Cryonic Temple. Rileggendo Moorcock, i Nùmenor entrano dunque e in via definitiva nell’olimpo del fantasy metal, colorato di power black ed elementi sinfonici. Il titolo stesso di questo disco sembra riferirsi sia all’universo del power cui i serbi sono di fatto approdati, sia al linguaggio antico ed arcano delle rune incise sulla spada di Elric e nei libri oscuri di vecchi negromanti dimenticati).
Country: Serbia
Label: Elevate
Style: Epic Metal / Power Metal / Melodic Death / Symphonic Black Metal
Top Song: Tanelorn



