Recensioni
MOONLIGHT HAZE – Interstellar Madness
Con “Interstellar Madness” i Moonlight Haze scelgono una formula interessante: non un semplice seguito discografico, ma una sorta di “capsula creativa” che condensa idee, visioni e possibili direzioni future. Pubblicato il 22 maggio 2026 da Scarlet Records, questo EP rappresenta un passaggio intermedio che, a mio avviso, ha più valore di quanto possa sembrare a un primo ascolto.
Il filo conduttore è chiaro: un viaggio cosmico che diventa metafora interiore. La “follia” evocata nel titolo non è caos distruttivo, ma un’espansione della percezione, quasi un invito a guardare oltre il visibile. E questa idea si riflette perfettamente nella musica, che alterna momenti epici, accelerazioni power e aperture più ariose e melodiche.
L’avvio con “Moonlight Legion” è breve ma significativo, quasi una porta d’ingresso rituale. Subito dopo, “Lost in Moonlit Symphonies” accelera con energia, anche se personalmente l’ho trovata meno incisiva rispetto ad altri episodi: tecnicamente impeccabile, ma un filo prevedibile. Le cose cambiano con “We Are Fire”, uno dei brani più riusciti: potente, diretto, con un ritornello che resta impresso e un uso intelligente dei cori che amplifica l’impatto emotivo.
“Shine” prosegue su coordinate più luminose e accessibili, mostrando quella componente quasi “pop-metal” che la band riesce a gestire senza perdere credibilità. È uno di quei pezzi che potrebbero funzionare anche fuori dal giro strettamente metal, e questo non è affatto un difetto.
Il cuore del lavoro è però la title track “Interstellar Madness”, una composizione più articolata e ambiziosa. Qui i Moonlight Haze tirano fuori il lato più teatrale: cambi di atmosfera, inserti in italiano, costruzione quasi narrativa. È il momento in cui il disco smette di essere solo una raccolta di brani e diventa esperienza. A seguire, la versione strumentale finale chiude il cerchio con eleganza, lasciando spazio agli arrangiamenti e in particolare alle tastiere, che danno un respiro cinematografico all’insieme.
Un discorso a parte merita Chiara Tricarico: la sua voce è, ancora una volta, il vero collante del progetto. Non si limita a eseguire, ma interpreta, passando con naturalezza da toni delicati a aperture più liriche e potenti. Personalmente, credo che sia proprio questa versatilità a distinguere i Moonlight Haze in un genere spesso saturo e prevedibile.
Se devo trovare un limite, direi che la brevità dell’EP lascia un po’ di “fame”: alcune idee sembrano appena accennate e meriterebbero uno sviluppo più ampio. Ma forse è proprio questo il punto: “Interstellar Madness” sembra più una finestra aperta sul futuro che un’opera definitiva.
Un lavoro breve ma ispirato, che conferma la band come una delle realtà più interessanti del symphonic power metal europeo. Non perfetto, ma vivo, creativo e cosa rara, capace di trasmettere davvero qualcosa.
Country: Italy
Label: Scarlet Records
Style: Symphonic Power Metal
Top Song: Interstellar Madness




