Recensioni
MIDNATT – Skräckfylld Förtjusning
Ci sono album che cercano la perfezione tecnica, e altri che puntano dritti allo stomaco. “Skräckfylld Förtjusning” dei Midnatt appartiene senza esitazioni alla seconda categoria: un debutto che non chiede il permesso, ma entra con scarponi sporchi e amplificatori al massimo volume. Pubblicato il 27 marzo 2026 per Jawbreaker Records, il disco è una dichiarazione d’amore verso l’heavy metal più primitivo, quello che odora di sala prove e birra calda.
La band svedese costruisce il proprio suono su fondamenta semplici ma efficaci: riff diretti, ritmiche serrate e un’attitudine che pesca tanto dalla prima ondata heavy metal quanto dal punk più ruvido. L’opener “Satán” è già un manifesto: aggressiva, sporca, senza fronzoli. Da lì in poi, l’album si muove tra accelerazioni furiose e mid-tempo più pesanti, come in “Marken Brinner”, uno dei brani più riusciti, capace di combinare immediatezza e tensione.
Quello che colpisce è la coerenza dell’atmosfera: tutto suona volutamente grezzo, quasi analogico, come se fosse stato registrato in presa diretta in un garage. Personalmente, ho apprezzato molto questa scelta, perché restituisce autenticità e rende il disco più “vivo”. Allo stesso tempo, però, è proprio questa uniformità che rischia di giocare contro la band: alcuni brani tendono a somigliarsi e, alla lunga, l’ascolto può risultare meno incisivo di quanto promettano le prime tracce.
Le influenze sono evidenti ma ben assimilate: Motörhead e Venom si sentono chiaramente, così come un certo spirito NWOBHM più essenziale. Tuttavia, i Midnatt non cercano di essere eleganti o epici: il loro è un metal da strada, ruvido e istintivo. “Kom An” e “Vigilanten” incarnano perfettamente questa filosofia, puntando tutto su energia e impatto immediato.
Un discorso interessante riguarda la voce di Aron Torstensson: non è tecnicamente impressionante, anzi, a tratti è quasi monotona. Ma funziona. Funziona perché è perfettamente coerente con il contesto: rabbiosa, diretta, senza artifici. È una di quelle voci che o si amano o si respingono, ma che difficilmente lasciano indifferenti.
Tra i momenti migliori spicca “Transylmani”, probabilmente il brano più esplosivo e memorabile del lotto, capace di alzare ulteriormente il livello di aggressività e lasciare il segno. Anche “Skuggan” merita una menzione, grazie a un groove più trascinante e a un lavoro chitarristico semplice ma efficace.
“Skräckfylld Förtjusning” non è un album perfetto, ma è sincero. E oggi, in un genere spesso saturo di cloni patinati, questa sincerità vale tantissimo. I Midnatt dimostrano di conoscere bene le regole del gioco, anche se devono ancora trovare quel dettaglio distintivo che li renda davvero imprescindibili. Ma la direzione è quella giusta, e l’energia non manca.
Country: Sweden
Label: Jawbreaker Records
Style: Traditional Heavy Metal / Punk-infused NWOBHM
Top Song: Transylmani




