Recensioni
MERIDIAN – Meridian
Con il loro quinto album omonimo, i danesi Meridian firmano un lavoro che sembra racchiudere in sé tutto ciò che li ha resi una band di culto nella scena heavy europea — e al tempo stesso, rappresenta un nuovo inizio. L’arrivo del frontman Søren Nico Adamsen (ex Artillery) non è un semplice cambio di formazione: è un punto di svolta. La sua voce graffiante e teatrale dà nuova linfa al sound del gruppo, orientandolo con decisione verso un heavy metal tradizionale, ruvido e diretto, ma sempre attento alla melodia.
Il disco non si perde in fronzoli: in poco più di quaranta minuti, i Meridian condensano un concentrato di energia che guarda senza timore agli anni ’80, ma con una consapevolezza moderna. I riferimenti sono chiari — Iron Maiden, Accept, Saxon, Judas Priest — ma non c’è traccia di semplice imitazione. Qui c’è passione autentica e una scrittura curata che regge dal primo all’ultimo brano.
Tra i momenti più riusciti spicca “Uprising”, apertura devastante che fonde potenza e groove in modo impeccabile: riff taglienti, una sezione ritmica massiccia e un Adamsen in stato di grazia, tra urla rauche e linee vocali taglienti che ricordano Udo o Blaze Bayley. È il tipo di brano che ti aggancia subito e ti trascina nel mondo sonoro della band.
Subito dopo arriva “When the World Finds Out”, esempio perfetto di come i Meridian sappiano anche contenere l’aggressività in una forma più controllata ma altrettanto efficace: la struttura è compatta, la melodia accattivante, e le chitarre cantano con eleganza. Un brano che bilancia potenza e immediatezza, ideale per entrare nella testa dell’ascoltatore.
Tra le sorprese del disco, “Burn” è un inno rock’n’roll dal sapore glam e stradale, che cita idealmente Deep Purple e Kiss, con un’energia contagiosa che rompe con il tono più cupo del resto del disco. Qui Adamsen mostra la sua versatilità, passando con naturalezza dal graffio metallico al tono più giocoso e sfrontato.
La vera perla arriva però sul finale con “Masks of Anger”, brano dall’anima progressiva che arricchisce la tracklist con una scrittura più sofisticata: cambi di tempo, linee di basso elaborate e intrecci chitarristici che riportano alla mente il meglio del metal tecnico degli anni ’80. È il punto in cui la band mostra tutta la sua maturità artistica, chiudendo il disco con ambizione e classe.
La produzione, affidata al chitarrista Marco Angioni, è volutamente grezza e diretta: niente filtri, niente artifici. Il suono è vivo, autentico, e restituisce alla perfezione l’impatto della band in sede live. È questa sincerità sonora a rendere Meridian un lavoro credibile, appassionato e perfettamente allineato con l’identità del gruppo.
Meridian non è un disco che vuole innovare a tutti i costi, e non ne ha bisogno. È un album che sa esattamente cosa vuole essere: un tributo sincero all’heavy metal più puro, suonato con cuore, mestiere e una carica invidiabile. Alcuni brani brillano più di altri, ma nel complesso l’ascolto è compatto, vibrante, e pienamente convincente. Per gli amanti del genere, un piccolo gioiello da tenere d’occhio.
Country: Denmark
Label: From The Vaults
Style: Heavy Metal
Top Song: Masks of Anger




