Neoclassical Heavy Metal
MARCO GARAU’S MAGIC OPERA – The Final Flight
Giunge al terzo (e ultimo?) capitolo la saga dei Magic Opera, band del funambolico tastierista ex-Derdian Marco Garau. Da quando si è messo in proprio, il compositore lombardo ha creato un concept album di grande qualità ed un escalation compositiva, che da il meglio di se nel nuovo “The Final Fight“. Siamo sempre di fronte ad un power metal sinfonico e neoclassico, suonato divinamente dal buon Marco e dai suoi compagni di viaggio , tra cui si conferma Anton Darusso dei Wings of Destiny alla voce. Oltre agli arrangiamenti orchestrali, è infatti il timbro del versatile frontman russo a donare un tocco inconfondibile al sound del progetto.
Lo split dalla propria band ha aiutato Garau a spezzare le catene che probabilmente lo bloccavano, dandogli la possibilità di scrivere a briglie sciolte, trovando un trademark inconfondibile già dalle prime note di ogni song. Il disco si apre con il brano più lungo e complesso, “The Danger’s Growing Dark”, che parte con un dolce clavicembalo, fino ad esplodere in una ritmica coinvolgente e linee melodiche variegate, che mettono subito in risalto l’abilità del vocalist di interpretare brillantemente i vari personaggi del concept. Il singolo apripista “The Black Gem” è un scintillante esempio di power sinfonico, in cui parti barocche si fondono ad aperture ariose. Le canzoni di “The Final Fight” superano tutte i 5 minuti, a conferma della scelta di Garau di non creare singoli “one shot”, come vanno di moda adesso nel genere, ma di regalarci anche momenti strumentali ben congeniati, in cui le chitarre di Luca Sellitto, si ritagliano il proprio spazio, tra un passaggio orchestrale e l’altro. Il clavicembalo funge da filo conduttore tra i brani, come nel tema di “Mother of Winter Ice“, che si muove tra classica e power, mentre gli stacchi di “When Reason Dies” ci rimandano agli esordi dei Derdian, ma con Darusso in più a disegnare cori epici. L’album è tutto di altissimo livello e non ci sono filler, che ci porterebbero a passare oltre, perchè ogni sfumatura ci fa drizzare le orecchie e ci invoglia a premere di nuovo play.
I Marco Garau’s Magic Opera (questo il monicker completo, diamo a Cesare quel che è di Cesare) ci regalano uno degli album migliori in ambito symphonic power metal di questo 2026. Il tocco inconfondibile e magico del compositore italiano è rimasto intatto nel tempo, anzi, se vogliamo si è affinato, perfezionato, unendo raffinatezza all’immediatezza figlia di un genere che ha bisogno anche d’impatto. Bravo Marco a lasciare il palcoscenico a tutti i musicisti, permettendo al progetto di uscire come una band vera a propria. Garau ha dichiarato che “The Final Flight” rappresenta il suo addio ad un music business ormai inflazionato da finti compositori e da programmi di AI. Chi scrive si augura il contrario, ma, se così fosse, il finale che abbiamo potuto ascoltare è assolutamente perfetto e chiude il cerchio di questa gloriosa trilogia.
Country: Italy
Label: Autoprodotto
Style: Symphonic power metal
Top Song: The Clash of Fates




