Recensioni
LOVE MACHINE – In Time
Un graditissimo ritorno questo dei milanesi Love Machine. Si tratta, infatti, di un gruppo storico del metal tricolore. La band lombarda è nata nel lontano 1988, ed ha debuttato, l’anno successivo, con il disco omonimo. Dopo di allora, sono venuti altri tre album in studio, ed uno dal vivo. Questo nuovo lavoro segue Universe of Minds, pubblicato nel 2018. Il gruppo è oggi composto da Rob Della Frera alla voce (già con Raising Fear e Deadline), Andrew Dal Zio alla batteria (ex Sigma), Frank Raider (Raising Fear e Sigma) e Luca Pivetti alle chitarre, Yako Martini al basso e Lele Triton alle tastiere (già con Crimson Dawn, Evil Bards, Flegias, Chronomaster Project, Towers of Edom, Highlord, Myriad Lights, Egart e Crystal Empire).
Forte di una copertina – oscura come, a tratti, anche la musica proposta – e di una grafica splendide (l’artwork ed il corposo booklet interno sono, in effetti, davvero magnifici), In Time è un concept in undici atti sul tempo, il suo trascorrere e il suo significato. I primi tre brani – The Tale, The Story e The Truth – sono altrettanti parti di quella che non credo a torto potremmo considerare una sorta di suite, varia ed articolata, nella sua struttura, con potenza e melodie che non potranno non piacere ai defenders e true metallers di vecchia scuola. Anche i brani successivi – tra i quali piace segnalare in questa sede soprattutto Burn in Paradise, la title-track, Secret Room Within, The Same Oblivion e la conclusiva At the End – si muovono con grande maturità ed esperienza da vendere, tra le sonorità dell’heavy più tradizionale e quello del classico hard rock senza tempo, con momenti grintosi che si alternano ad altri dal carattere più marcatamente riflessivo. I brani vanno a comporre un tutto molto omogeneo e la cult band meneghina si conferma abile e navigata nello strutturarli, con una notevole passione e una riuscita ricerca del feeling necessario. Variegato e di impatto, In Time offre un metal melodico e moderno, per quanto orgogliosamente ancorato alla tradizione. Gli arrangiamenti inoltre sono di ottima fattura ed il duplice gran lavoro chitarristico è arricchito da una sezione ritmica assai puntuale e da preziose tastiere, mai invadenti ma indispensabili per ampliare la gamma cromatica di ottime composizioni. I tappeti sonori di queste ultime possono, talora, anche rievocare il class metal che fu e più in generale quanto di meglio ci hanno lasciato gli intramontabili anni Ottanta. Questo è un gran bell’album, consigliatissimo a chi ascolta Saxon, Gotthard, Wasp e Iron Maiden (Dickinson-era).
Country: Italy
Label: Underground Symphony
Style: Heavy Metal / Hard Rock / Melodic Metal
Top Song: Secret Room Within




