Recensioni
LION’S SHARE – Inferno
Diciassette anni sono un’eternità nel mondo del metal. Un intervallo così lungo può spegnere qualsiasi entusiasmo oppure trasformarlo in qualcosa di ancora più potente. Con “Inferno”, i Lion’s Share scelgono chiaramente la seconda strada: un ritorno che sa di rivincita, pubblicato il 27 marzo 2026 per Metalville Records (nota: alcune edizioni indicano la distribuzione tramite etichette europee affiliate), e che si presenta come una sintesi di tutto ciò che la band ha costruito nel tempo.
Il disco ha una natura particolare: più che un lavoro completamente inedito, è una raccolta ragionata di singoli pubblicati negli ultimi anni, riorganizzati in forma di album. E sorprendentemente, questa scelta funziona. L’ascolto risulta compatto, energico, quasi come se i brani fossero sempre stati pensati per stare insieme. Personalmente, mi aspettavo qualcosa di più frammentato, invece “Inferno” scorre con una naturalezza che dimostra quanto la band abbia mantenuto una visione coerente nel tempo.
Dal punto di vista sonoro, siamo nel pieno territorio dell’heavy/power metal classico: riff solidi, ritornelli immediati e un forte richiamo agli anni ’80, tra Dio e Black Sabbath era Tony Martin. L’apertura con “Pentagram” è un pugno nello stomaco, uno di quei pezzi che ti cattura subito e ti fa capire che il gruppo non è tornato per fare da comparsa. “The Lion’s Trial” e “Baptized In Blood” proseguono su livelli molto alti, con un equilibrio riuscito tra epicità e aggressività.
La chitarra di Lars Chriss è il vero motore del disco: precisa, potente, sempre al centro dell’azione. I suoi assoli sono uno degli elementi più convincenti dell’intero lavoro, pieni di gusto e mai fini a sé stessi. Anche la voce di Nils Patrik Johansson, spesso discussa, qui risulta più efficace del previsto. Non è un cantante perfetto, ma ha carattere, e in un contesto così “old school” riesce a dare personalità ai brani.
Certo, non tutto è impeccabile. Alcuni pezzi risultano un po’ troppo derivativi, e in certi momenti si ha la sensazione di ascoltare qualcosa di già sentito. Inoltre, sapere che gran parte del materiale era già disponibile può togliere un po’ di sorpresa all’insieme. Ma, a dirla tutta, quando le canzoni funzionano così bene, è difficile lamentarsi davvero.
Quello che mi ha colpito di più è l’assenza totale di pretese: “Inferno” non vuole reinventare il genere, ma semplicemente suonare heavy metal nel modo più diretto e sincero possibile. E lo fa con convinzione, energia e una certa classe che solo le band con esperienza possono avere.
In definitiva, questo album non cambierà la storia del metal, ma rappresenta un ritorno più che dignitoso, anzi, per certi versi sorprendente. È il tipo di disco che metti su senza pensarci troppo… e finisci per riascoltare più volte di quanto ti aspettassi.
Country: Sweden
Label: Metalville Records
Style: Heavy Metal / Power Metal
Top Song: Pentagram




