Recensioni
LEAD INJECTOR – Witching Attack
Con il loro primo album omonimo, i Zepter si affacciano sulla scena tradizionale con un’attitudine che sa di vecchia scuola, ma con una freschezza degna di chi ha appena iniziato il viaggio. Formatisi nel 2024, questi musicisti austriaci hanno alle spalle esperienze comuni in altre band e in pochi mesi hanno già dato vita a un EP e ora a un full-length, pubblicato nel 2026 per High Roller Records. L’obiettivo è chiaro: riproporre un heavy metal autentico, con riff incisivi, armonie di chitarra gemelle e melodie orecchiabili che richiamano Thin Lizzy, UFO (era Schenker) e i primi Maiden, il tutto con una vena di speed metal anni ’80.
L’album apre con “Slasher on the Highway”, breve intro cinematografica che ricorda i film horror anni ’80, seguita da un impatto sonoro immediato: ritmi punkeggianti, power chord secchi e linee melodiche che si intrecciano con i twin-guitar break. La voce di Lukas Götzenberger resta pulita e controllata, mai urlata o sopra le righe, e si adatta perfettamente al sound tradizionale della band.
Brani come “Everlasting” e “The Slayer” mostrano il gusto per il gallop rhythm tipico del NWOBHM, mentre il duo di chitarre domina ogni sezione, creando armonie lunghe e sostenute senza scadere in virtuosismi fini a se stessi. In “Hit the Streets”, il groove hard rock emerge in modo elegante, con richiami a colonne sonore di film anni ’80, neon e vicoli urbani, mentre “The Exterminator” alterna riff sabbathiani e assoli armonizzati che sono ormai marchio di fabbrica della band.
“Dark Angels” rallenta leggermente il ritmo, mostrando un lato più pesante e melodico, con riff solidi e soluzioni che ricordano UFO e Ashbury. Interessante anche la cover di “Lonely Night” degli svedesi Screem, che mantiene il fascino NWOTHM originale pur inserendo tocchi moderni senza snaturare il brano. L’album si chiude con “The Lords”, velocissima e perfetta per il headbanging, capace di sintetizzare la passione dei Zepter per il metal classico e l’early speed.
Dal mio punto di vista, il disco è un’ottima dichiarazione di intenti: non rivoluziona il genere, ma dimostra sicurezza nel proporre riff incisivi, linee melodiche coerenti e un’energia che ricorda i primi anni della NWOBHM e dello speed metal europeo. Il lato vocale resta l’unico elemento che potrebbe essere potenziato, con maggiore espressività, ma il lavoro complessivo è già convincente. I Zepter hanno posto solide basi per crescere e ritagliarsi uno spazio nella scena heavy metal tradizionale: con qualche accorgimento produttivo e più varietà ritmica, il prossimo album potrebbe davvero farli emergere.
Per chi ama il metal classico, le armonie di chitarra, i gallop rhythm e un sound che sa di anni ’80 ma non suona stantio, questo debutto è una tappa obbligata. La band ha dimostrato che l’old school può ancora emozionare, con un tocco personale che non tradisce le radici.
Country: Austria
Label: High Roller Records
Style: Traditional Heavy Metal / NWOBHM-influenced
Top Song: “The Exterminator”




