Recensioni
KREATOR – Krushers of the World
A quattro anni di distanza dal precedente, Hate Uber Alles (2022), ritornano i Kreator e festeggiano il traguardo del sedicesimo album in studio. La creatura del chitarrista e vocalist Mille Petrozza – qui coadiuvato da Jurgen ‘Ventor’ Reil (batteria), Sami Yli-Sirnio (chitarra) e Frédéric Leclerq (basso) – si conferma, ancora una volta, capofila del thrash teutonico, con dieci brani potenti, veloci e cattivi, per tre quarti d’ora di musica. Annunciato da un titolo ‘pesante’, e molto esplicativo, già di per sé, il disco è granitico, decisamente diretto ed immediato, nelle sue soluzioni ritmiche, nonché coerente con la tradizione della band di Essen. I pezzi in scaletta si destreggiano, impeccabilmente, fra soluzioni più estreme e mid-tempo che si imprimono, e senza difficoltà, nella mente e nella memoria di chi ascolta, con tocchi, poi, di death melodico nordeuropeo in Transenpalasyt (con ospite alla voce Britta Gortz degli Hiraes), arricchita da tastiere quasi gobliniane ed omaggi all’immaginario horror. Bella anche la cadenzata e claustrofobica title-track, dal suono asciutto e tirato, freddo e dirompente. Piacciono, di questo nuovo album dei Kreator, i tocchi sinfonico-atmosferici e gotici della bellissima Seven Serpents, il metal più classico e condito da ottimi assoli della carica e di impatto Satanic Anarchy, l’efficace e trascinante Barbarian (fra l’altro, ottimamente orchestrata), la più aggressiva Deathscream, l’epica quanto sferzante Psychotic Imperator, la cangiante e cinematica Loyal to the Grave, e soprattutto Combatants: una vera e propria marcia militare, con inserti elettronici, che la rendono tecnologica e più futuristica, moderna e dinamica a un tempo.
Tiriamo le ora somme. Anche se non pochi vedranno in questo disco la conferma di una (per me soltanto presunta) parabola discendente del quartetto tedesco, non si può negare che siamo in presenza di un bellissimo lavoro, tradizionale e attuale nel medesimo tempo, provvisto, inoltre, di un sound che si sa aggiornare, e senza snaturarsi. Poi, qualcuno vorrà, senz’altro, ribadire che i Kreator non inventano più nulla e non sanno fare altro che riciclarsi in una forma più accattivante che in passato. Ma che cosa si pretende di ‘nuovo’ da una leggenda del thrash germanico, che ha fatto la Storia, a quattro decenni dal seminale esordio del 1986? Il vero fan chiede, solamente, che i Kreator si confermino ed i quattro lo fanno, con un gran disco, di spessore e qualità, violento e costruito insieme, non privo di melodia e capace di piacere oltretutto anche agli amanti dell’heavy classico: personalmente, non desidero nulla di più. Gli Dei del Caos sono tornati.
Country: Germany
Label: Nuclear Blast
Style: Thrash Metal
Top Song: Satanic Anarchy




