Recensioni
INHUMAN – GLORIÆ
Con “GLORIÆ”, in uscita il 7 novembre 2025 per Alma Mater Records, gli INHUMAN tornano a riaffermare la loro identità dopo oltre trent’anni di carriera e cinque anni dal precedente “CONTRA”. La storica band portoghese di Silves, tra i pilastri del gothic metal nazionale, firma con questo quarto album il suo lavoro più maturo e introspettivo.
Prodotto ancora una volta da Daniel Cardoso (Anathema, Moonspell, Angelus Apatrida), “GLORIÆ” esplora il concetto di gloria e della sua assenza come metafora di resilienza e crescita personale. I dieci brani si muovono tra atmosfere oscure e malinconiche, alternando voci pulite e growl, riff densi e tastiere spettrali che evocano Paradise Lost e Moonspell, ma senza scadere nel semplice omaggio. Brani come “To Reign in Captivity” e “Illuminate the Pain” mostrano una band consapevole, capace di unire forza e vulnerabilità in un suono compatto e cinematografico.
Il risultato è un album elegante, intenso e coerente, dove la produzione pulita amplifica l’emotività senza intaccare l’oscurità di fondo. Non mi è piaciuta il tema della copertina molto basilare e monocolore: se da un lato rispecchia la volontà di minimalismo e introspezione, dall’altro rischia di apparire anonima e priva di identità visiva, soprattutto per un disco che parla di gloria e rinascita.
In definitiva, “GLORIÆ” è un viaggio dentro le ombre della coscienza, un lavoro che conferma gli INHUMAN come una delle realtà più sincere e resistenti del gothic metal portoghese. Un disco che non urla la propria gloria, ma la costruisce silenziosamente, traccia dopo traccia.
Country: Portugal
Label: Alma Mater Records
Style: Gothic Metal / Dark Metal
Top Song: To Reign in Captivity



