Recensioni
ICONIC – II
Prima ancora di ascoltare “II”, il curriculum dei musicisti coinvolti potrebbe far pensare al classico progetto all-star costruito più sui nomi che sulla sostanza. In realtà, gli Iconic dimostrano ancora una volta di essere molto più di un semplice supergruppo. Con il secondo album, pubblicato il 31 luglio 2026 da Frontiers Music Srl, la band compie un deciso passo avanti rispetto al debutto, trovando una personalità più definita e un equilibrio che rende ogni componente parte integrante del risultato finale.
L’apertura affidata a “Cry No More” è una dichiarazione d’intenti: riff potenti, ritmica incalzante e un ritornello immediato che resta impresso già dal primo ascolto. Da qui in avanti il disco mantiene un livello qualitativo sorprendentemente costante, alternando episodi energici come “Open My Eyes”, “Take Me To The Place” e “Written In The Stars” a momenti più melodici senza mai perdere intensità. La power ballad “Tears Keep On Falling” rappresenta il lato più emozionale del lavoro, evitando però ogni eccesso di enfasi e puntando su un crescendo costruito con gusto e misura.
Uno degli aspetti più convincenti dell’album è senza dubbio il dialogo chitarristico tra Michael Sweet e Joel Hoekstra. I due si completano alla perfezione: il primo porta il suo inconfondibile approccio melodico e robusto, mentre il secondo arricchisce i brani con assoli eleganti e tecnicamente impeccabili. Sotto questa coppia di fuoriclasse, Marco Mendoza e Tommy Aldridge costruiscono una sezione ritmica granitica, capace di dare spessore e dinamismo a ogni composizione. Impressiona soprattutto Aldridge che, nonostante una carriera lunghissima alle spalle, continua a suonare con un’energia davvero contagiosa.
A svettare è però la voce di Nathan James, autentico protagonista del disco. La sua interpretazione è potente, ricca di sfumature e perfettamente adatta a un repertorio che oscilla tra hard rock melodico, AOR e heavy rock di scuola americana. Ogni ritornello acquista forza grazie alla sua presenza, contribuendo a rendere l’album estremamente coinvolgente.
Dal punto di vista compositivo, “II” evita il classico schema del disco costruito attorno a due o tre singoli di richiamo. Le undici tracce scorrono con naturalezza, senza veri cali di ispirazione, mostrando una band che ha ormai trovato una propria identità invece di limitarsi a richiamare il passato. Le influenze di Whitesnake, Stryper e del miglior hard rock anni Ottanta sono evidenti, ma vengono reinterpretate con una produzione moderna e potente che impedisce al disco di trasformarsi in un semplice esercizio nostalgico.
Personalmente ho apprezzato proprio questa capacità di suonare classici senza risultare datati. Gli Iconic non cercano di reinventare il genere, ma dimostrano quanto possa essere ancora efficace quando viene eseguito da musicisti di questo livello, con brani ben scritti, melodie memorabili e una produzione capace di esaltare ogni dettaglio. Se il debutto aveva mostrato un enorme potenziale, “II” è il disco della conferma: un lavoro solido, ispirato e destinato a soddisfare gli appassionati di hard rock melodico che cercano qualità senza compromessi.
Country: USA
Label: Frontiers Music Srl
Style: Hard Rock, Melodic Hard Rock, AOR
Top Song: Cry No More






