Recensioni
HELL IN THE CLUB – Joker In The Pack
Ci sono band che cambiano voce e perdono l’anima, e poi ci sono gli Hell in the Club, che con Joker in the Pack dimostrano di saper riscrivere la propria storia senza tradirla. Il settimo album del gruppo italo-svedese segna un punto di svolta non solo per la presenza della nuova cantante Tezzi Persson, ma anche per l’energia e la sicurezza con cui la band affronta questa nuova fase.
Pubblicato da Frontiers Music Srl, Joker in the Pack è un disco che trasuda consapevolezza. Non si limita a riproporre il classico hard rock di scuola anni ’80, quello fatto di riff graffianti, ritornelli da urlare e un tocco di sleaze, ma lo aggiorna con un piglio moderno e una produzione cristallina firmata da Simone Mularoni (Domination Studio). È un lavoro che non ha paura di essere diretto, sfacciato e al tempo stesso melodico, come una birra ghiacciata servita in un bicchiere di cristallo.
L’apertura con “The Devil Won’t Forget Me” è un biglietto da visita esplosivo: groove serrato, cori incisivi e un’attitudine che sa di Sunset Strip ma con la precisione del metal europeo. Tezzi è una rivelazione, potente, roca, teatrale e dà subito la sensazione di appartenere a questo gruppo da sempre. La sua voce non imita Moras: lo sostituisce con carattere, portando colore e sensualità in un sound già ricco di personalità.
Brani come “Dirty Love” e “New Desire” mantengono alta la tensione, con chitarre taglienti e ritornelli pensati per il palco, mentre “Fairytale” introduce un tono più oscuro e riflessivo, dimostrando che gli Hell in the Club sanno giocare anche con l’atmosfera. Poi arriva “The Ocean” (o, nella variante citata in alcune edizioni, “Oceantale”), una ballata che sospende il tempo: un momento di respiro, malinconico ma non sdolcinato, dove basso e voce si intrecciano in modo impeccabile.
Il disco si chiude con “When the Veil of Night Falls”, una mini-sinfonia hard rock che cresce fino a esplodere in un finale quasi metal, dimostrando che questa band sa ancora sorprendere. È un addio momentaneo, il sipario che cala su un album che non ha punti morti.
Personalmente, trovo che Joker in the Pack sia il miglior lavoro degli Hell in the Club da FUBAR (2022), forse persino superiore per coesione e carisma. E’ un disco in cui l’hard rock si abbraccia, si vive, si rivitalizza. La presenza femminile non ammorbidisce il suono, lo rende anzi più graffiante e contemporaneo.
In un periodo in cui il revival anni ’80 è spesso un esercizio di stile, gli Hell in the Club dimostrano che l’hard rock può ancora essere autentico, contagioso e vivo. Joker in the Pack è esattamente ciò che il titolo promette: una carta imprevista, ma vincente.
Country: Italy / Sweden
Label: Frontiers Music
Style: Hard Rock
Top Song: “The Devil Won’t Forget Me”



