Recensioni
GALACTIC EMPIRE – Cinemetal
C’è chi suona metal, chi suona colonne sonore e poi ci sono i Galactic Empire, che hanno deciso di fondere entrambi i mondi fino a farli esplodere in un lampo di ironia, virtuosismo e puro spettacolo. Con Cinemetal, il loro quarto album in studio, la band “più potente della galassia” lascia finalmente le stelle di Star Wars per atterrare sulla Terra, o meglio, nei cinema terrestri, reinterpretando in chiave heavy metal alcuni dei temi più iconici della storia del grande schermo.
Dopo tre dischi interamente dedicati all’universo creato da John Williams, il collettivo guidato dai produttori Grant McFarland e Carson Slovak (già noti per il loro lavoro con August Burns Red e Rivers of Nihil) aprono il portellone della loro navicella e si lanciano in un viaggio attraverso Harry Potter, Ritorno al Futuro, Batman, Avengers, Il Signore degli Anelli, Jurassic Park, Pirati dei Caraibi e molti altri mondi. Un progetto tanto ambizioso quanto assurdo e, per certi versi, irresistibile.
“Cinemetal” non è un semplice tributo, ma un esercizio di stile che mescola nostalgia, tecnica e senso dello spettacolo. Ogni brano è una mini-colonna sonora alternativa, costruita con la precisione di un ingegnere e l’entusiasmo di un fan nerd cresciuto a popcorn e VHS.
L’opener “Superman” è un manifesto: riff titanici, batteria che esplode come una supernova e una chitarra che disegna nel cielo il simbolo dell’Uomo d’Acciaio. Il risultato? È come se John Williams incontrasse i Metallica a un Comic-Con.
Seguono “Avengers”, tutta muscoli e armonie ascendenti, e “Ritorno al Futuro”, che gioca con i tempi in maniera quasi prog, alternando groove sincopati a riff brillanti. “Batman” è il momento più oscuro e gotico, mentre “Il Signore degli Anelli” mostra un lato più solenne e melodico, trattando il tema di Howard Shore con un rispetto quasi liturgico.
Non mancano sorprese: “E.T.” e “Harry Potter” portano un tocco di leggerezza magica, mentre “Godzilla” e “Terminator” scendono nell’abisso con chitarre distorte che fanno tremare i muri. Il viaggio si chiude con “Pirati dei Caraibi”, un pezzo spavaldo e pirotecnico che sa di epico finale di stagione.
Dietro i caschi da Sith e le gag sceniche si nasconde una band di altissimo livello tecnico. Cinemetal è una macchina di precisione, cesellata con un’attenzione maniacale al dettaglio.
Gli arrangiamenti non si limitano a copiare i temi originali: li destrutturano, li reinterpretano, li potenziano. Gli assoli di chitarra di Lord Sikh (vero alter ego del leader) sono fluenti e melodici, mai puramente esibizionistici; la sezione ritmica, guidata da Grant McFarland, si muove tra la potenza del groove metal e l’agilità del progressive moderno.
L’intera produzione, realizzata presso Atrium Audio, la base operativa dei due produttori, è pulita ma aggressiva, con un mix che bilancia il peso delle chitarre e la spazialità orchestrale dei temi originali.
Da ascoltatore, ammetto che Cinemetal mi ha strappato un sorriso genuino. È un album che non si prende troppo sul serio, ma che allo stesso tempo non si concede superficialità.
Certo, la formula può diventare ripetitiva: dopotutto, parliamo di dieci brani strumentali che ruotano intorno alla stessa idea, “fare metal da colonne sonore”. Ma c’è qualcosa di profondamente piacevole nel sentire Hedwig’s Theme trasformarsi in un assolo shred, o il tema di Indiana Jones cavalcare su doppie casse come un eroe power metal in missione.
L’aspetto più riuscito è la consapevolezza: i Galactic Empire sanno di essere una band di nicchia, sanno che la loro estetica cosplay potrebbe sembrare una trovata, eppure suonano con una serietà che trasforma la parodia in rispetto. È questa la loro forza!
Cinemetal è un album che funziona perché unisce due passioni universali, il cinema e il metal e lo fa con entusiasmo genuino, competenza tecnica e un pizzico di autoironia.
E’ un album che regala quarantacinque minuti di puro intrattenimento sonoro, un viaggio tra le emozioni che ci hanno fatto crescere davanti allo schermo e la potenza che solo le chitarre distorte sanno evocare.
Country: USA
Label: Pure Noise Records
Style: Power / Instrumental Cinematic Metal
Top Song: Superman




