Recensioni
FURY – Interceptor
Con Interceptor, i britannici Fury firmano un ritorno esplosivo che segna una nuova tappa evolutiva nel loro percorso ormai quindicennale. Questo quinto album, energico e sorprendentemente variegato, conferma la loro capacità di unire l’irruenza dell’heavy metal tradizionale alla brillantezza melodica dell’hard rock più accessibile, il tutto condito con un’attitudine da live band affiatata e coinvolgente.
Dopo l’ottimo Born To Sin, la band ha arricchito la sua formazione con l’ingresso della carismatica Nyah Ifill come co-vocalist, aggiungendo una nuova dimensione sonora. La dinamica vocale tra lei e il frontman Julian Jenkins è uno dei punti di forza dell’album: non solo offre varietà, ma anche profondità emotiva e potenza scenica. Al loro fianco, brillano il nuovo chitarrista solista Tom Atkinson, perfettamente integrato nel suono della band, e la solida sezione ritmica composta dalla bassista Becky Baldwin (già nota per il suo lavoro con Mercyful Fate) e dal batterista Tom Fenn, sempre preciso e aggressivo.
L’album si apre con la title track “Interceptor”, una scarica di adrenalina che stabilisce subito il tono: riff affilati, groove martellante e cori che esplodono. Da lì in poi, però, Fury non si accontentano di replicare lo schema e si spingono verso territori più ampi. “What’s It Gonna Be?” mescola hard rock e blues con raffinatezza, mentre “Walk Away” sorprende con un’atmosfera acustica dal sapore country-western, che richiama in modo moderno i Fleetwood Mac o i Bon Jovi di Wanted Dead or Alive.
Ci sono brani da puro headbanging come “On The Town” e “DTR (Do The Rock)”, autentici inni da festa che sicuramente diventeranno punti fermi nei concerti futuri, ma anche momenti più riflessivi ed emotivi: “Can’t Resist (Gimme What I Need)” è un esempio di equilibrio tra pathos e potenza, mentre la conclusiva “Undistilled”, una power ballad di quasi sei minuti, chiude l’album con una nota malinconica e intensa, lasciando spazio alla parte più emotiva della band.
La produzione, curata da Todd Campbell (figlio di Phil Campbell dei Motörhead), è moderna ma non sterilizzata: conserva quella ruvidità che rende il sound autentico e grintoso, pur mantenendo una limpidezza che permette a ogni strumento e voce di emergere nel mix.
Musicalmente, Interceptor è una corsa attraverso generi e influenze: dall’heavy metal old-school al melodic rock, dallo sleaze all’hard rock più classico, ma sempre con personalità e gusto. Fury non cercano di reinventare la ruota, ma la fanno girare a tutta velocità con entusiasmo, intelligenza e un tocco di originalità che li distingue nel panorama rock britannico.
Interceptor è uno degli album hard rock più completi, divertenti e maturi dell’anno. Non solo soddisferà i fan più fedeli, ma ha tutte le carte in regola per conquistare nuovi ascoltatori. Se cercate un disco che unisca energia, qualità di scrittura e spirito live, questo è quello giusto. I Fury stanno finalmente mostrando tutto il loro potenziale – ed è arrivato il momento che il mondo del rock se ne accorga.
Country: England
Label: Mighty Music
Style: Hard Rock/Heavy Metal
Top Song: Interceptor




