Recensioni
FER DE LANCE – Fires on the Mountainside
Dopo il promettente ma ancora acerbo The Hyperborean, i Fer de Lance tornano con Fires on the Mountainside, un’opera che affina e potenzia ogni aspetto del loro epic metal ibrido. Il quartetto di Chicago firma qui un disco maturo, appassionato e solido, che fonde doom epico, heavy metal classico, elementi folk e incursioni blackened con una coerenza sorprendente. Se il debutto era un’armatura ancora da forgiare, questo secondo album è una vera ascia da battaglia pronta a colpire.
La title track, quasi 13 minuti di gloria metallica, apre il disco come una marcia inesorabile verso la vetta. Chitarre flamenco, tastiere atmosferiche e riff eroici costruiscono un paesaggio sonoro ampio e avventuroso. MP Papai si conferma un frontman carismatico e poliedrico, capace di passare con naturalezza dal falsetto epico al growl minaccioso, senza mai perdere intensità. Le sue performance vocali sono il cuore pulsante dell’album, e trovano perfetto supporto nella chitarra di J. Geist e nella batteria martellante di Scud.
Ogni traccia sembra raccontare una storia diversa, “Ravens Fly (Dreams of Daedalos)” miscela Bathory, Blind Guardian e melodie folk in modo naturale. “Death Thrives (Where Walls Divide)” alza la tensione con riff blackened e inserti orientaleggianti, e cita persino Lost Horizon nei registri più acuti. “Fire and Gold” è una cavalcata western-doom dal sapore cinematografico, mentre “The Feast of Echoes” richiama l’epoca d’oro di Rainbow e Sabbath, con organi vintage e un’atmosfera più gotica.
Non tutto però brilla allo stesso modo: “Children of the Sky and Sea” è meno incisiva, mentre “Tempest Stele”, pur chiudendo con energia e belle chitarre flamenco, non raggiunge l’intensità dei brani migliori. E in generale, la seconda metà dell’album perde un po’ della forza iniziale, complici anche strutture molto dilatate che talvolta sfiorano la ridondanza.
Tuttavia, ciò che rende Fires on the Mountainside davvero speciale è l’impegno sincero e totalizzante verso l’immaginario fantasy ed epico. Niente ironia, niente distacco postmoderno: i Fer de Lance credono profondamente in ciò che suonano, e questa devozione si traduce in un disco potente, teatrale, ma sempre autentico. Un viaggio tra fuoco e acciaio, gloria e malinconia, che piacerà sia ai nostalgici del power/doom classico, sia a chi cerca nuove voci in un panorama spesso disilluso.
Country: USA
Label: Cruz Del Sur Music
Style: Epic Heavy/Doom Metal
Top Song: Fires on the Mountainside



