Recensioni
ELETTRA STORM – Evertale
Con Evertale, gli Elettra Storm non si limitano a confermare quanto di buono avevano fatto con il debutto Powerlords (2024): fanno un passo avanti deciso, più audace e consapevole, mostrando di voler dare una forma concreta a un mondo sonoro che fino a ieri era solo intravisto all’orizzonte. È come se la band avesse aperto le porte di un regno fantasy personale, dove le melodie diventano incantesimi e la voce di Crystal Emiliani la chiave che ne svela la mappa segreta.
Prodotto sotto la Scarlet Records, Evertale è un album che suona “grande”: epico ma non stucchevole, tecnico ma non sterile. Ogni brano è costruito come un piccolo racconto, battaglie, vendette, viaggi iniziatici, ma con una cura che lascia intendere quanto gli Elettra Storm credano ancora nel potere del concept, anche quando non dichiarato. Il risultato è un disco coeso, che scorre con un respiro cinematografico senza però perdere l’immediatezza del metal più classico.
L’apertura, affidata a “Endgame”, è già una dichiarazione d’intenti: riff incandescenti, batteria precisa e cori che esplodono come inno di un esercito immaginario. Subito dopo, “Secrets of the Universe” corre veloce su binari power tradizionali, ma il ritornello è di quelli che ti rimangono addosso per ore, segno che la band sa costruire melodie che non si limitano a colpire, ma a restare.
Tra le perle del disco spicca “Hero Among Heroes”, dove l’elemento sinfonico si fa più presente, con un tocco quasi film score, mentre “Blue Phoenix” è il momento di pura adrenalina: un brano che unisce virtuosismo e cuore, con Crystal che qui dimostra perché è una delle voci più promettenti della nuova scena metal europea.
Il lato più emotivo arriva con “One Last Ray of Light”, ballata che porta in superficie la malinconia sottile che attraversa tutto l’album. È qui che la Emiliani si spoglia dell’eroina epica per diventare una narratrice intima, capace di accendere la nostalgia anche in chi il power metal lo ascolta per fuggire dal quotidiano.
L’album si chiude con “If the Stars Could Cry”, un finale perfetto: una canzone che suona come una promessa. Non tanto di gloria, ma di continuità, di un viaggio che non si ferma con questo secondo disco. È un brano che sembra guardare verso il futuro, e in qualche modo racconta anche l’ambizione stessa della band, quella di lasciare un segno duraturo, non solo un riflesso momentaneo.
Personalmente, ho trovato Evertale un lavoro più maturo rispetto al debutto. Se Powerlords era il fulmine, questo è il tuono: la sua eco si espande, vibra e costruisce un’identità più precisa. Non tutto è innovativo, certo, gli Elettra Storm camminano su territori battuti da gruppi come Frozen Crown e Stratovarius, ma lo fanno con una sensibilità melodica e una sincerità che li rendono autentici.
In un periodo in cui molti dischi power metal sembrano prodotti con lo stampino, Evertale riesce a trasmettere una sensazione rara: quella di essere stato scritto con il cuore prima che con il metronomo. E in un genere che vive di emozioni, questo è forse il complimento più grande.
Country: Italy
Label: Scarlet Records
Style: Power Metal / Symphonic Power Metal
Top Song: Blue Phoenix




